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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Sbornie

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Mentre sugli scalini di fronte alla porta d’ingresso di una delle sale c’era gente che parlava e sgranocchiava del cibo, alcuni di noi stavano dentro la stanza. “Sei venuto qui per sapere dove è il bagno?” Avrebbe chiesto I. In realtà fu lì in quella stanza fumosa che alcune menti partorirono i nomi e gli orari degli workshop che si sarebbero dovuti tenere i due giorni successivi. La serata ebbe comunque un protagonista assoluto, che chiameremo X e per il quale useremo il maschile solo perché non esiste il genere neutro.  Dopo avere sceso le scale e avere annunciato già in precedenza “Vedo strano” o “vedo sdoppiato” o addirittura “Y, sei supermorbida!”, verrà visto sdraiato nel corridoio tra i quattro bagni che erano al piano inferiore della casa, raggiungibili attraverso una scala a chiocciola, dopo avere attraversato una delle due grandi camere piene di letti a castello.
X  aveva gli occhi persi nel vuoto, un po’ alla Christine F, e gli arti e la testa che ballonzolavano, specialmente quando doveva buttarsi in avanti per espellere del vomito, causato con probabilità dall’effetto “per quanto poco tu beva roba alcolica è meglio se prima o durante hai mangiato qualcosa.” Dalla prima espulsione successero al suddetto protagonista le seguenti cose:
– venne trasferito in bagno;
– gli fu portato del pane, ma si lamentò che non ci fossero dei pesci sostenendo che ci avrebbe citati in giudizio e avrebbe portato a sua testimonianza il famoso best seller “La Bibbia.” Intendeva dimostrare che laddove c’è del pane debba esserci del pesce.
– Gli fu anche portata dell’acqua, utilissima a rompere le molecole dell’alcool e ad aiutare a evitare il mal di testa dirompente da sbornia.
– Volle verificare la resistenza di uno sciacquone e di un muro dando delle simpatiche testate a peso morto.
– Gli fu concesso di vomitare nel bidet, che poi veniva ripulito di quel bel colore viola che in realtà dava una certa classe all’ambiente.
– Gli veniva trattenuta la testa e gli veniva messa dell’acqua nella fronte, a testimoniare che era stato battezzato-  di fronte a un eventuale prete che avessimo dovuto chiamare per l’estrema unzione.
– Fu portato di forza a letto dall’intervento deciso di Z.
– Sosteneva continuamente di avere freddo, per cui fu coperto con giacchetti, sacchi a pelo, teli copri materassi degli altri letti.
– Sosteneva anche che di solito è X che aiuta gli ubriachi e si sentiva in colpa.
– Disse a W che se l’avesse detto al coordinatore, W sarebbe stato ucciso.
– Gli fu messo un secchio a mo’ di vomitatoio accanto al letto, che venne utilizzato per due o tre volte, finché non si mise a dormire.
Alle tre e mezzo di notte fu così che le luci si spensero e i sacchi a pelo si gonfiarono. Dato il freddo che c’era in quelle stanze, fu lodato l’inventore del sacco a pelo invernale.

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