there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Sindacati, giuristi, funzionari, burocrati e altre patologie.

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Da:”Dal miracolo economico al declino,” di Vito Tanzi

Nel 1997 dissi in tv che una riforma delle pensioni era indispensabile visto che la popolazione italiana invecchiava rapidamente e molti lavoratori lasciavano il lavoro con pensioni di anzianità in età troppo giovane. I sindacati si offesero della verità.

A Budapest c’era un centro per la diffusione della cultura italiana, inclusa la cucina, finanziato dal governo. Spesa pubblica improduttiva.

La regola che quando un relatore parla c’è l’obbligo di ascoltare in silenzio è una delle regole che in Italia non viene osservata e in altri paesi sì.
Presentai un paper a un convegno in un salone di lusso davanti a tante persone con vestiti pieni di decorazioni che si alzarono e se ne andarono dopo la presentazione. Perché quei generali, capi di polizia, cardinali, sindaci erano lì anziché a svolgere il proprio lavoro? Il paper, peraltro, non lo lesse nessuno. Infine nel momento in cui qualche relatore parlava il brusio era incessante.

Esiste in Italia un esercito di politici, assessori, consiglieri, funzionari a livello centrale, regionale, comunale, provinciale, che ricevono alti stipendi ma contribuiscono poco in valore al benessere del paese. Queste spese in fanfaronate, aspetti culturali o decorativi, stipendi di personale improduttivo, dovrebbero essere drasticamente ridotte, anche diminuendo il numero di persone, oltre al loro stipendio.

I risultati di politiche economiche sono influenzati dalle istituzioni del paese in cui le politiche sono introdotte.

Quasi niente cominciava in orario e le persone erano sempre molto più pronte ad avere il loro nome inserito in un programma che a presentarsi in orario e ad ascoltare una relazione.

La corruzione tende a far aumentare la spesa per gli investimenti pubblici, perché più progetti vengono spinti da funzioari o da politici che ricevono tangenti, mentre le imprese che fanno gli investimenti trovano più facile aumentare i costi dei progetti, a volte dopo piccole modifiche che possono essere usate per giustificare la revisione dei contratti con cui si è vinta la gara per gli appalti. Sempre che una gara ci sia stata. Il risultato finale è più spesa pubblica per investimenti e meno investimenti produttivi. L’aumento del numero di funzioari che hanno il potere di dare appalti, e la manipolazione di gare spesso creano corruzione.
Il costo di costruzione di un chilometro di metropolitana a Milano si era ridotto del 50% immediatamente dopo tangentopoli prima di tornare al livello di prima.

Alla conferenza sulla corruzione erano presenti molti giuristi, che sono dominanti nelle istituzioni pubbliche italiane a scapito di tecnici, economisti, esperti di settore ecc. Era evidente l’attitudine dei giuristi secondo cui i problemi del mondo si possono risolvere con la creazione di alcune norme. Questa confidenza da parte di giuristi e politici, che spesso hanno una preparazione giuridica, nel potere delle leggi a risolvere problemi, ha contribuito a creare in Italia un’inflazione legislativa producendo migliaia di leggi, anche contro la corruzione, ma non ha risolto molti problemi.
Ci fu discussione sulla necessità di firmare convenzioni internazionali contro la corruzione e poca discussione su cosa fare nei paesi specifici. Era la classica attitudine a risolvere a livello internazionale i propri problemi.
Non ci fu discussione sulla necessità di eliminare alcuni incentivi che spesso incoraggiano atti di corruzione, come: stipendi troppo bassi per i funzionari più esposti alle tentazioni, la necessità di finanziare in maniera trasparente i partiti politici, di eliminare alcuni regolamenti nocivi, di semplificare molte regole, di introdurre regole necessarie e ben monitorate dove non ci sono ecc. I giuristi hanno molta confidenza nelle norme, mentre gli economisti nel potere degli incentivi.

Anche se le leggi fossero le stesse in tutti i paesi, rimarrebbe il problema delle differenze nell’amministrazione di quelle leggi, che continuerebbero a permettere l’arbitraggio da parte di chi le viola. La giustizia italiana continuerebbe a muoversi a passo di lumaca a confronto di quella americana.

Nel 2002 ho scoperto che c’è bisogno di un’autorizzazione comunale perché un negozio possa ridurre i prezzi di ciò che vende. Già non esiste logica economica nell’impedire gli aumenti dei prezzi, ma non vedevo nessuna logica, economica o meno, nell’autorizzazione a ridurre i prezzi. L’Italia è un paese strano e confuso. Quale sarà stato il processo seguito dai burocrati comunali nel raggiungere la difficile decisione che permette ai cittadini di comprare dei vestiti a prezzi ridotti?
Esisteva una norma che fissa la misura massima dello sconto che si poteva applicare al prezzo dei libri. Questa è una funzione economica dello stato che non avrei potuto nemmeno immaginare che esistesse. Chiaramente l’italiano medio che determina queste leggi non nessuna comprensione della funzione che la concorrenza dovrebbe esercitare in un’economia di mercato. La competizione è spesso vista come pericolo per le posizioni economiche di ALCUNE persone e per questo, dice la mentalità statalista italiana, va controllata e limitata dallo stato. (Cioè si favoriscono alcuni a svantaggio della maggioranza degli altri.)

In un’economia di mercato ben funzionante il profitto è l’indicatore più importante nel determinare dove ci vogliono più investimenti. Se, in assenza di monopolio, il profitto è alto in un’attività economica, vuol dire che c’è bisogno di investimento e di più offerta in quel settore. Se c’è monopolio, questo dovrebbe essere eliminato e, se non è possibile, dovrebbe essere regolato. I governi italiani invece di cercare di far migliorare il funzionamento del mercato, preferiscono sostituire le scelte di mercato con quelle dei politici, riducendo così la funzione del mercato e la sua efficienza e rendendo il sistema fiscale sempre più complesso.
A tal proposito è continuato lo schema alza la spesa e aumenta le tasse, ma è uno schema che distrugge la crescita.

Il turismo non può aiutare i paesi poveri ad aumentare i redditi perché, per Baumol, le attività turistiche non creano aumenti di produttività per i lavoratori di quel settore. La produttività non aumenta lavando i piatti. I paesi poveri per crescere devono importare nuove tecnologie dai paesi ricchi e questo richiede apertura dei commerci. (Una moneta forte aiuta.)

Più protezione c’è sulle conseguenze delle loro azioni, più le persone e le istituzioni saranno propense a prendere rischi e a causare incidenti. Se i dirigenti di grandi banche sanno che il governo coprirà le loro perdite prenderanno più rischi. Si creeranno situazioni di too big to fail.

I debiti dei paesi in via di sviluppo sono fatti verso creditori che spesso sono poveri pensionati. Inoltre i debiti sono stati contratti volontariamente a causa di politiche sbagliate da parte dei governanti di paesi con allti debiti. La cancellazione è ingiusta e produttrice di moral hazard.

Gli stati sociali dei paesi scandinavi hanno rimpiazzato il ruolo delle famiglie: forse anche questo  l’Italiano col culto della famiglia non lo vuole. Cioè non vuole uno stato sociale alla scandinava, ma continuare con quello ingiusto e discriminatorio legato al buon padre di famiglia.

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