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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Magari lo Stato non controllasse più la ricchezza!

Da Voltremont.
«La ricchezza, sempre più dematerializzata e finanziarizzata, sfugge ai suoi antichi vincoli territoriali. Lo Stato resta a controllare il suo territorio, ma non controlla più la ricchezza».
Al nostro animo liberal-libertario viene da dire: stupendo! Se lo stato, con i suoi finanzieri e le sue gabelle, non può più controllare la ricchezza che produco, io sono più libero. Ma poi uno ci pensa, pensa alle tasse che paga (non solo in Italia, ovunque), pensa che altro non hanno fatto che crescere anno dopo anno e si rende conto che
la frase precedente è completamente insensata.
Forse lo stato X non controlla più la ricchezza che può muoversi nel territorio dello stato Y, ma questa comunque
controllata da Y. Il problema, allora, non è che lo stato (in assoluto) non può più controllare la ricchezza ma che, invece, lo stato inefficiente e incompetente (magari perché governato da voisapete-chi) vede i propri cittadini spostare la loro ricchezza, e magari pure le loro persone, altrove. La vede andare altrove perché altrove si
viene meglio governati. Perché farla così ermetica? Bastava dire:
«Se governi un paese
distruggendo il talento e
umiliando le competenze,
i talenti, che sono la vera
ricchezza d’un paese, se
ne andranno altrove».

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