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Lo stupore delle prese elettriche

Storia delle Olimpiadi. Anversa 1920

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C’erano ancora i nazionalismi. Un’atleta va a visitare i luoghi di battaglia e trova un casco con un piede dentro. Tanti atleti erano andati in guerra. Non vengono ammessi a partecipare la Germania e l’Austria. Lo sport viene visto come un sostituto della guerra per alcuni e come un rafforzatore per altri. Il direttore del Tour de France scrive contro i prussiani usando una metafora sportiva. Avanzano le organizzazioni dei lavoratori, delle donne, delle colonie. Oltre all’avvento dei professionisti alcuni sport (ciclismo, calcio, presto baseball e basket) iniziano a prendere la scena e a superare le Olimpiadi come importanza, successo, manifestazioni proprie e soldi. Ci sono nazioni vecchie e nuvoe. Il pubblico scatena delle risse, fischia, butta le bandiere. I francesi dicono bisogna vincere nell’atletica come se fosse una guerra e qualcuno scrive che la guerra è lo sport più grande. 

Ci sono 172 italiani, tra i quali una sola donna, Roberta Gagliardi.

L’Italia conquista 13 ori, 5 argenti, 5 bronzi.

Gli azzurri partecipano grazie a una sottoscrizione di Gazzetta, enti industriali e Fiat.

È la prima volta del giuramento ufficiale, della partecipazione ufficiale (ma non ufficiosa) delle donne, delle azzurre , delle misure di 50 metri per la piscina e 400 metri per la pista di atletica.

Gli americani arrivano sulla Princess Matoika che in guerra aveva trasportato le salme.

MARATONA

Tra i partecipanti ci sono Hannes kolehmainen, Juri Lossmann (corre130km a settimana con le scarpe zavorrate, vincerà 10 maratone di fila), Valerio Arri (fa esibizioni comiche, è cantante di tabarin, ha vinto la prima maratona di Torino).

PAAVO NURMI

Corre col cronometro, sa quanto hanno fatto nella loro carriera i suoi avversari, tiene il tempo a ogni giro o km e sa quanto deve fare. Viene sollevato da un inglese dopo essere caduto in una “siepe” ad Amsterdam. A Parigi butta via il cronometro quando vede uno vicino, allunga e quello non lo vede più. È vegetariano, è come un dio senza emozioni, nessuno lo ha mai visto sorridere, aiutava il padre ebanista, ha vissuto di rinunce per fare la carriera da atleta dato che non aveva un grande talento (dice uno). Fu sconfitto da Guillemot ad Anversa nei 5000m.

LANCI

Come arrivano i finlandesi?

Lancio del peso: primo e secondo

Lancio del disco: primo e secondo

Lancio del giavellotto: primo, secondo, terzo e quarto.

100m

Charles Paddock era un tipo mingherino che si trasferì dal Texas al sud della California e mise su muscoli da sprinter. Era la delizia dei fotografi perché arrivava in salto spalancando le braccia. In attesa della finale olimpica di Anversa ai finalisti statunitensi fu offerto dal coach un bicchiere di sherry e un uovo sodo. Paddock non prese il cocktail, partì dietro gli avversari e fu proprio grazie al salto conclusivo fatto a occhi chiusi che ottenne la vittoria. “Il piacere fu dato dall’anticipazione del successo e dalla sua realizzazione”.

200m 

Allen Woolring riuscì a superare Paddock proprio mentre questi preparava il suo volo d’angelo. Arrivarono appaiati ma Paddock concesse la vittoria all’avversario. 

400m

Nato nel Devonshire, cresciuto in Sudafrica, istruito a Oxford, Bevil Rudd era un vincitore molto popolare che viveva la corsa come un’esperienza gioiosa e giocosa. Mentre gli altri atleti si impegnavano negli allenamenti lui fumava la pipa e beveva una birra. Rudd, vincitore dei 400m ad Anversa, fece poi il corrispondente per il daily telegraph dal 1931 al 1948, anno della sua morte.

800m

Albert Hill, un trentunenne britannico veterano di guerra, vinse con due metri di vantaggio una gara entusiasmante dove il primo posto passò di mano in mano o meglio di gamba in gamba. A 300 metri dall’arrivo lo statunitense Earl Eby incocciò in Bevil Rudd, si girò verso di lui e si scusò per poi finirgli davanti e conquistare l’argento. 

L’olandese Adrian Paulen, settimo, diventò un eroe della resistenza olandese durante la seconda guerra mondiale e in seguito fu presidente della IAAF.

1500m

Albert Hill vinse con l’aiuto del connazionale Philip Baker che stette accanto a lui per “proteggerlo dagli attacchi degli avversari”.

Philip Baker poi adottò il cognome della moglie e si chiamò quindi Philip Noel Baker. Da parlamentare era così noioso quando parlava in parlamento che venne chiamato “chambermaid” perché svuotava la Camera quando parlava. Era un pacifista quacchero. Aveva prestato servizio in ambulanza durante la prima guerra mondiale e aveva operato nella Lega delle Nazioni e poi aveva fatto parte del comitato che creò l’agenda preliminare dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ottenne il nobel per la pace nel 1959 in onore del suo lavoro per perseguire la pace e il disarmo e per il suo lavoro in favore dei rifugiati. Nel 1991 vennero però alla luce le lettere che aveva scritto  per venti anni a una parlamentare inglese, Megan Lloyd George, testimoniando un suo rapporto adulterino che era cessato alla morte della moglie, nel 1956. 

5000m

La prima apparizione olimpica di Paavo Nurmi si concluse per lui in un secondo posto. Il francese Joseph Guillemot, che aveva il cuore a destra e fumava un pacchetto di sigarette al giorno, stette accanto a lui per quasi tutta la gara e vinse con uno sprint finale di duecento metri. L’allenatore gli aveva dato un intruglio dicendogli che se lo avesse bevuto sarebbe stato imbattibile. L’intruglio era un bicchiere di acqua, zucchero e rum. 

10000m

Paavo Nurmi era noato a Turku il 13 giugno 1897. Era figlio di un falegname che morì quando Paavo aveva dodici anni. Iniziò a vincere nei tremila metri ma dette sensazione mentre serviva per l’esercito nell’estate del 1919. Partecipò a una venti chilometri di marcia con l’equipaggiamento. La corsa era permessa e lui corse tutta la distanza. Pur portando un sacco di sabbia, il fucile, la cartucciera, finì talmente presto che alcuni ufficiali di gara pensarono che avesse preso una scorciatoia. 

Nei diecimila metri ad Anversa lasciò la testa della corsa agli altri fino agli ultimi due giri. All’inizio dell’ultimo giro fu superato da Guillemot ma questi venne lasciato alla fine due yard dietro dal finlandese. Poco oltre la linea del traguardo Guillemot vomitò sulle scarpe di Nurmi. Il francese aveva infatti da poco finito di mangiare perché gli era stato annunciato solo dopo il pranzo che la gara era stata anticipata dalle 5,30 del pomeriggio alle 2,15 su richiesta del re del Belgio. Questi doveva infatti assistere all’apertura di una mostra di arte.

MARATONA

Si svolse in un giorno fresco. I corridori risposero con tempi eccellenti specialmente considerando che la corsa fu più lunga che in passato. La vittoria arrise al finlandese Johan Kolehmainen che completà la gara in 2 ore 32 minuti e 35 secondi, un tempo migliore di  13 secondi rispetto a quello dell’estone Juri Lossman. Fino al 1996 questa è stata la distanza più breve che c’è stata tra primo e secondo in una maratona olimpica. I corridori finirono tutti in buona salute. L’italiano Valerio Arri festeggiò il bronzo con tre capriole effettuate dopo il traguardo. 

110 HS

Earl Thomson, cittadino statunitense e canadese, scelse come nazionalità olimpica il Canada. Sopravvisse a un colpo di fucile sparatogli per incidente nel 1914. Per evitare il rischio di rannicchiarsi e di farsi venire i crampi legava le sue gambe ai piedi del letto. 

400HS

Il podio fu tutto statunitense e gli spettatori europei osservarono l’intero team americano cantare “U-S-A”. Il vincitore fu Frank Loomis.

3000 SIEPI

Pery Hodge, britannico vinse con venti secondi di vantaggio sull’americano Flynn e trentadue sull’italiano Ambrosini malgrado al secondo giro gli si fosse slacciata una scarpa. Lui si è fermato, si è riallacciato la scarpa, ha ricominciato a correre e ha comunque stravinto.

4×100 METRI

Il podio: Stati Uniti 42″2, Francia 42″5, Svezia 42″8

4×400 METRI

C’erano sei team. I giudici stabilirono che bisognava comunque far correre due semifinali che qualificarono…tutti e sei i team.

Vinse la Gran Bretagna davanti a Sudafrica e Francia. 

SALTO IN ALTO

Dopo che l’americano Landon aveva saltato un metro e 93 centrimetri e mentre lo svedese Bo Ekelund stava prendendo la rincorsa per il salto un membro dello staff statunitense si mise a camminare e a raccogliere l’indicatore appartenente a Landon. Ekelund si deconcentrò e non superò il salto.

SALTO CON L’ASTA

La vittoria di Frank Foss, ottenuta in una giornata di vento e pioggia, eccitò la folla più di ogni altro eventi delle olimpiadi del 1920 e il suo margine sul secondo fu il più ampio nella storia olimpica della specialità.

SALTO IN LUNGO

Lo svedese Petersson, in seguito Bjorneman, raccolse una monetina per terra, se la mise nella scarpa come portafortuna e vinse l’oro.

LANCIO DEL PESO

La medaglia di bronzo Harry Liversedge, bronzo dietro a due svedesi, durante la seconda guerra mondiale era comandante della truppa di marines che alzarono la bandiera sul munte Suribachi. In seguito diventò generale.

LANCIO DEL MARTELLO

Patrick Ryan era un irlandese emigrato in America nel 1910. Il suo record del mondo stabilito nel 1913 resistette per 25 anni. Vinse la gara di Anversa senza storia. 

DECATHLON

Vinse il norvegese Helge Lovland che superò all’ultima gara lo statunitense Hamilton. Il margine di vittoria equivaleva a sei secondi nei 1500 metri. Lovland durante l’occupazione nazista nel 1940 organizzò uno sciopero degli sportivi in cui gli atleti norvegesi avrebbero dovuto rifiutarsi di gareggiare in competizioni ufficiali. Mandò lettere alle varie federazioni sportive ma una di queste fu intercettata dal suo compagno di nazionale e pro nazi Charles Hoff. Lovland fu così costretto a nascondersi. 

https://www.youtube.com/playlist?list=PLPaSgPWzhB51J4gDoyYm9JCR0lhP432fN

110 OSTACOLI

Il canadese Earl Thompson vinse i 110 ostacoli da ubriaco.

CALCIO

Belgio – Cecoslovacchia: l’arbitro ce l’aveva coi cechi? La finale abbandonata per protesta. https://storiedicalcio.altervista.org/blog/olimpiadi-1920-belgio-cecoslovacchia.html

CANOTTAGGIO.

Erminio Dones fa anche l’alpinista e crea la via chiamata Sigaro Dones. Sarà fucilato nel 1945.

Resta nella storia il bacio dopo la vittoria degli azzurri Olgetti e Scatturin.

John Kelly vince due ori.  Non era stato ammesso alla regata di Helan perché è un muratore e non nobile. In seguito diventerà multimilionario come imprenditore. La regata la vince il figlio nel 1947. È il padre di Grace Kelly. 

CICLISMO.

Harry Stenqvist vince dopo che gli viene riconosciuto il fatto che è rimasto fermo per colpa di un passaggio a livello chiuso

NUOTO

Le gare si sono svolte nella barriera usata come difesa contro i tedeschi della prima guerra mondiale. Non ci sono le corsie, che verranno introdotte dall’edizione successiva.

I cento stile libero si disputano due volte e finiscono con lo stesso risultato.

Si disputano i 300 stile libero femminili.

I 100sl donne vengono vinti da Ethelda Bleibtrey, che vince altre due medaglie d’oro pur protestando per l’acqua melmosa.

Vincono gli americani tranne che nella rana, dove sia nei 200 che nei 400 oro e argento vanno agli  svedesi e i bronzi ai finlandesi.

PALLANUOTO

Italia Spagna: l’Italia rifiuta di disputare il secondo tempo e si ritira perché l’acqua è troppo fredda.

TENNIS

Rosetta gagliardi è la prima donna italiana a partecipare alle olimpiadi. Nella sua carriera vince 5 titoli italiani. Vivrà poi in svizzera fino a 78 anni.

I raccattapalle del tennis se ne andarono a mangiare perché la partita tra Lowe, Stati Uniti e Zarlentis, Grecia, non finiva più.

TIRO ALLA FUNE

Per molti anni non si è saputo con certezza chi avesse vinto la medaglia d’argento. Poi un giorno un olandese ha fatto vedere la medaglia e i dubbi si sono sciolti. 

TUFFI

La giovane Aileen Riggin vince e diventerà attrice e poi giornalista

LETTERATURA

C’erano anche i premi alle migliori opere letterarie e artistiche. Raniero Nicolai con le canzoni olimpiche vince il premio. Diventerà poi direttore della biblioteca sportiva dell’Acquacetosa.

TIRO

Alle gare di tiro gli americani portarono i cowboy delle praterie, accusati di professionismo perché pubblicizzavano carabine pistole e cartucce.

Lo svedese Oscar Swahn vinse un argento a 72 anni battendo anche suo figlio.

Gli ori azzurri. Da “Oro Azzurro”

10 agosto. Ciclismo inseguimento a squadre 4km.

Una specie di rodeo. Prima i sudafricani che si fermano presto. Poi l’inglese white che resta indietro, ostacola gli italiani, viene preso a botte da un francese. I giudici danno la vittoria all’Italia. Franco Giorgetti di Bovisio Masciago, allora diciottenne, vincerà 14 sei giorni, un argento mondiale, 2 titoli italiani, 5 titoli americani. Ruggero Ferrario vincerà un giro dell’umbria e una coppa bernocchi. Arnaldo Carli otterrà qualche piazzamento.  Primo Magnani non vincerà altro.

17 agosto. Fioretto a squadre. Decisive le vittorie di Aldo Nadi contro Gaudin e di Oreste Puliti contro Ducret mentre Nedo Nadi aveva perso con Gaudin. Ducret è un bravo organizzatore di eventi mondani, ottimo giornalista. Per la prima volta sono stati battuti i francesi. Aldo Borella sulla Gazzetta descrive così gli schermidori: “Nedo, duce dalla guardia immobile e statuaria, balzi fulminei, lama infallibile che punta e colpisce l’avversario. Aldo, fratello nervoso e guizzante come un puledro di nobile razza dagli attacchi fulminei e dalle risposte meravigliose. Oreste puliti, audace e irrompente, parate sapienti, risposte pronte, abbatte gli avversari. Abelardo Olivier, calmo corretto veloce maestro”.

18 agosto. Ugo Frigerio. Marcia 10km. Maestri Fernando Altimani (prima medaglia italiana nella marcia, 1912), Donato Pavesi (vincerà sei volte la 100km). Ugo, figlio di fruttivendoli. Altimani, ferito in guerra, sarà tipografo alla Gazzetta. Arturo Balestrieri canterà le gesta di Frigerio. “Senza sforzo apparente, con grande apertura di gambe e uso prudente delle braccia, massimo rendimento col minimo sforzo”. In batteria va avanti per il timore di essere ostacolato dagli avversari. In finale sta dietro poi sta tra i primi dieci a metà gara, a fianco di Pearman che va in fuga, poi fa il forcing finale e batte tutti. Diventerà il più giovane oro dell’atletica italiana. Di fianco al suo palazzo abitava Mussolini, avvisato dalla madre. Amico personale del duce, che firma la prefazione del libro “marciando in nome dell’Italia”. Prenderà parte alla marcia su Roma. Per lui non verrà suonata la Marcia Reale come inno ma “O sole mio”.

18 agosto. Nedo Nadi. 18 agosto 1920, una giornata gloriosa. Vincono Frigerio e poi Nadi nel fioretto individuale, che batte Cattau. Aldo Borella ne scrive così sulla Gazzetta: “Cattau forte, spavaldo, violento. Nedo calmo e sicuro di sé, meraviglioso, non si lascia toccare nemmeno una volta.

20 agosto. Spada a squadre. Arnaldo Fraccaroli raccontava la grande guerra e ora racconta per il Corsera il trionfo nella spada. “Nedo Nadi splendore di stile, Aldo energico e impetuoso, Olivier instancabile, Costantini…Assalto decisivo contro i belgi”. Con gli Stati Uniti sarà abbraccio collettivo e goliardia, con gli americani che portano in trionfo Nedo Nadi. Nadi racconterà anche che uno schermidore gli ha chiesto in gara di spiegarli la mossa con cui lo aveva appena toccato. Per poi rifargliela subito dopo.

21 agosto. Ugo Frigerio. 3km di marcia. Consegna uno spartito al direttore di banda che suona nello stadio. Vuole quella musica. Sembra che non sia soddisfatto dell’esecuzione. Lui  fa gara di testa e duella con l’australiano Parker.

24 agosto. Ginnastica a squadre. Una consuetudine. All’epoca la cultura sportiva italiana poneva negli esercizi ginnici le radici della formazione atletico sportiva dei cittadini che avevano tempo e risorse da dedicare allo sport, e dei soldati.

26 agosto. Sciabola a squadre. Dominio italiano netto. Non partecipano all’individuale per la stanchezza.

26 agosto. Giorgio Zampori, ginnastica, concorso completo individuale. 4 ori e 1 bronzo tra il 12 e il 24. Orfano, vive in collegio dei martinitt milanesi, va alla grande guerra, mitragliere su lcarso, riorganizzatore dei reparti dopo Caporetto, ginnasta eccelso nell’unione sportiva milanese. Insegnante di educazioni fisica, combattente durante la seconda guerra mondiale, bresciano di adozione, sarà ct nel 56 e nel 60. Morirà il 7 dicembre 1965 a Breno in val Camonica.

26 agosto. Nedo Nadi, sciabola individuale. Batte Aldo. Dopo, Aldo si trasferirà in usa, diventerà professionista e attore a Hollywood. Al re belga dirà che tornerà altre volte a prendere medaglie.

29 agosto. Canottaggio. Due Con. Ercole Olgeni e Guido Scatturin, oro ad anversa con il timoniere  15enne Guido De Felip. Saranno poi argento a Parigi per un decimo di secondo  con timoniere Gino Sopracordevole. Olgeni era stato argento nel quattro con a Parigi 1904 a 21 anni e sarà bronzo nel due con agli europei di Zurigo del 1924 a 41 anni con Scatturin e Sopracordevole. Olgeni muore nel 1947 e a lui è intitolata la sezione veterani dello sport di venezia. Scatturin muore a Buenos Aires nel 1951. 

31 agosto. Filippo Emanuele Bottino. Sollevamento pesi, categoria massimi.

Ci fu un alterco negli alloggiamenti degli italiani ai Giochi tra lui e Aldo Nadi. Ci fu allora un duello con lo schermidore che ebbe la meglio quando col frustino colpì il pesista, il quale  aveva una trave di legno. Bottino era un operaio della Manifattura Tabacchi di Sestri Ponente che a 17 anni è arrivato terzo nei campionati italiani. Vince il titolo italiano 11 volte. Conquista il primo record del mondo riconosciuto dalla federazione, nel 1922. Ad Anversa solleva 265 chili.

12 settembre. Tommaso Lequio di Assaba. Equitazione, salto a ostacoli. Ufficiale di cavalleria. Oro ad anversa davanti all’azzurro Sandro Valerio. Piemontese. Valor militare in ambedue i conflitti. A Parigi sarà secondo nel’individuale salto a ostacoli e a Amsterdam sarà quarto a squadre. Il padre era nella campagna di Libia. Lui è ardito nella prima guerra mondiale, poi è in Etiopia e diventa generale di armata, comandante della scuola militare di Tor di Quinto, vincitore di coppe delle nazioni a piazza di Siena, dopo la liberazione costituisce la brigata corazzata ariete, presiede la federazione italiana sport equestri dal 1960 al 1965 (muore il 17 dicembre 1965). Dirige la squadra olimpica di equitazione nel 1960.

COSì LA TRECCANI:

http://www.treccani.it/enciclopedia/olimpiadi-estive-anversa-1920_%28Enciclopedia-dello-Sport%29/

UN PO’ DI LINK

https://www.youtube.com/playlist?list=PLN09FsFhs_he6h7l1ibKx_9K6LPQlDeEd

https://youtu.be/8hRcyQqiCIQ

La mia playlist: https://www.youtube.com/playlist?list=PLPaSgPWzhB51J4gDoyYm9JCR0lhP432fN

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