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Lo stupore delle prese elettriche

Storia delle olimpiadi. Atletica 1896-1912

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Note olimpiche prese dal Wallechinsky (“the complete book of Olympics”).

100 METRI
Nelle ultime olimpiadi quasi tutti i finalisti sono stati neri.
La maggior parte dei vincitori delle olimpiadi è stata di lingua inglese.
Un corridore vince se passa per primo col busto.

1896
Il primo vincitore della prima batteria è stato Frank Lane, di Princeton.
Thomas Burke vince la finale in 12 secondi davanti al tedesco Hoffman, il cui sport principale è l’arrampicata. I bostoniani sono caratterizzati dalla partenza accucciata e non in piedi. Inoltre venivano accompagnati dal coro dei compagni e i greci ne restarono così entusiasti da chiedere loro un’esibizione anche dopo la gara.
I primi due lasciano gli altri staccati di quattro metri.
Thomas Burke, che vince anche i 400 metri, l’anno dopo sarebbe stato lo starter della maratona di Boston. Diventerà giornalista e morirà nel 1929.

1900
Gli americani non avevano mai corso in una pista con terreno in erba ma comunque vinsero con Frank Jarvis. Il favorito era Arthur Duffey, che si ruppe un tendine e cadde a terra. Due anni dopo avrebbe corso i 100 yard in 9,6 un record durato 24 anni. Diventa giornalista

1904
Charles Archie Hahn, 165m x 58kg, non aveva corso su pista fino all’età di19 anni. Fu visto vincere una gara alla Michigan University e preso. Vince anche i 60m e i 200m.

1906
rivince Hahn. Si laurea in legge ma non esercita. Scrive “how to sprint”, ritenuto un classico.

1908
La gara fu eccitante fin dalle batterie: solo i primi si qualificavano.
I favoriti erano lo statunitense James Rector e il canadese nato in Irlanda Robert Kerr. Ai campionati britannici si era messo in mostra il sudafricano (all’epoca il Sudafrica era colonia britannica) Reginald Walker, che era arrivato dietro Kerr. Fu allora preso sotto la propria ala dall’allenatore di Rector, Mussabini, che chiese allo stesso James di aiutare il sudafricano negli allenamenti. Due settimane di training ebbero effetto. Rector aveva realizzato 10,8 sia in batteria che in semifinale. In finale Walker partì avanti a tutti, fu superato a metà da Rector e poi lo infilò per vincere in 10,8. A quel punto il pubblico, di 49000 persone, impazzì, le bande suonarono delle arie, degli ufficiali alzarono il vincitore sulle spalle: finalmente uno statunitense non aveva vinto e per di più era stato battuto da un britannico.

1912
Howard Drew, un forte ragazzo di colore che faceva il facchino alla stazione e con la sua velocità arrivava sempre primo a prendere i bagagli, aveva battuto Ralph Craig, il favorito, ai trials. Alle Olimpiadi si era stirato il tendine in semifinale e non aveva potuto partecipare alla finale. Questa è stata combattuta, con Craig e Lippincott, americani, come tutti i dominatori di tutte le batterie, che sono stati spalla a spalla prima di essere superati dal sudafricano Patching, salvo riprenderlo nel finale.
Howard Drew restò vittima del razzismo nel 2015, dopo aver superato record indoor e outdoor nei 100 e 200 metri. A una gara nella quale rappresentava la Southern California dovette raggiungere lo stadio a piedi perché gli fu vietato l’accesso in un bus pubblico, e fu obbligato a pagare il biglietto allo stadio perché non fu creduto che fosse un atleta. Non riuscì poi a prendere parte alla gara.
Ralph Craig diventerà un ricco ingegnere e prenderà parte nel 1948 alle gare di vela. Inoltre avrà l’onore di fare da portabandiera statunitense.

200 METRI
Dominio anglofono nel tempo.
1900
Walter Tewksbury, plurimedagliato.
Norman Pritchard, indiano di origine, aveva gareggiato per un club londinese e uno bengalese. Dopo le Olimpiadi diventa segretario dell’associazione indiana di calcio, nel 1913 emigrerà negli Stati Uniti e si darà al cinema. Come Norman Trevor recita in 26 film fino al 1928.

1904
Cartmell, Hogerson e Moulton dovrebbero partire due yard dietro per falsa partenza, ma poiché non c’era spazio nella pista furono retrocessi di una yard. Cartmell prova a superare Hahn ma non ci riesce e commenta: “è piccolo, ma sa correre”.

1908
Robert Kerr. Canadese di origine irlandese. Nel 1909 gareggerà in un meeting per l’Irlanda. Nel 1904 partecipò a Saint Louis dopo aver dormito da un amico nel corridoio per risparmiare. Nel 1906 non mise da parte abbastanza soldi per partecipare. Nel 1908 arrivò a Londra per vincere le gare di velocità ai campionati britannici. Quindi si piazzò terzo nei 100 metri e primo nei 200 metri olimpici. Nel 1928 sarà il capitano della squadra olimpica canadese e nel 1932 sarà il manager della squadra di atletica.
Robert Coughen non si qualificò col team USA, il viaggio gli fu pagato dai genitori e finì secondo.

1912
Vince Ralph Craig

400 METRI
Dominio americano nel tempo
1896
Il vincitore, Thomas Burke, ci mette ben 52 secondi. La pista era scivolosa e per non cadere i concorrenti dovevano rallentare in curva. Burke aveva battuto il record del mondo di Bredin. Quest’ultimo era passato al professionismo malgrado, disse un concorrente, fosse un gentiluomo per nascita e per educazione.

1900
Maxwell Long vinse e fu acclamato dai francesi che, vedendo la maglietta, pensavano avesse vinto uno del racing club di Parigi anziché della Columbia University

1904
Il caos. 13 partecipanti senza corsie e la corsa era lunga un giro e un quarto. Poage, uno dei primi due atleti neri che hanno partecipato alle Olimpiadi.

1906.
Paul Pilgrim vince, ma non fa parte del team USA: si è pagato il viaggio da solo fino ad atene e è stato ammesso a partecipare.

1908
La sfida tra inglesi e americani. Gli inglesi temevano una tattica di squadra degli americani e piazzarono giudici ogni venti yard. Halsewell era un combattente della guerra anglo boera, uno scozzese di 26 anni nato a Londra, uno che ha vinto ai campionati scozzesi 100,200,400,880 yard. Gli americani erano tre. Carpenter era avanti, Halsewell ha cercato di superarlo, ma Carpenter sembra che non l’abbia fatto passare. I giudici hanno squalificato Carpenter e tirato fuori dalla pista Taylor. Dopo mezzora di urla la gara è stata annullata e rinviata a due giorni dopo. Gli americani hanno rifiutato di partecipare. Halsewell ha vinto gareggiando da solo e poi si è ritirato dallo sport, disgustato.

1912
Young, americano, è in testa. Hanns Braun, tedesco, gli taglia la strada e passa avanti. Young lo spinge fuori. Viene squalificato. Lo sarebbe stato anche Braun. La gara viene ripetuta con le corsie. Vince a sorpresa Reidpath su Braun. Braun morirà nella prima guerra mondiale, sarà un eroe in Germania, una strada gli viene intitolata a Berlino e anche una festa sportiva annuale a Monaco.

800 metri
Partenza degli atleti nelle corsie. Dopo la prima curva possono buttarsi in prima corsia.
1904
Lightbody: dal quinto posto al primo in un battibaleno.
Runge finisce al quinto posto, stanco, perché aveva corso l’evento di tre giorni prima (880 yard handicap) pensando che fosse la finale.

1908
Fairbairn Crawdord fece il primo giro all’impazzata, per sfinire l’americano vincitore dei 1500, Melvine Sheppard e favorire il compagno di squadra Theodore Just. Finirono sfiniti gli inglesi, mentre Sheppard fece il record del mondo e vinse davanti a Emilio Lunghi, che una volta ha corso a Genova con l’ombrello aperto perché pioveva. Negli ultimi metri Sheppard rallenta e non fa il record sugli 880 yard.

1912
Vince Meredith su Sheppard e i primi cinque fanno un tempo superiore al precedente record del mondo. Il primo 1’51”9. L’eccitazione durante la gara fu fantastica, scrisse il New York Times, e fu aggiunta dalle persone che in varie lingue urlavano all’arrivo agli altri di stare a sedere.

1500 metri
I tre giri di pista. Bannister, 40 anni dopo aver battuto il record dei quattro minuti per un miglio, dichiara che niente ci porterà via le memorie di quei giorni, dinanzi a una platea di recordmen.
1900
Cregan e Grant, degli Stati Uniti, non gareggiarono, perché la gara era di domenica.
Charles Bennet, britannico, vinse e festeggiò alle folies bergeres.
1908
Sheppard vinse il suo quarto oro facendo uno sprint negli ultimi cento metri superando e battendo per distacco il britannico Wilson. Era stato scartato dalla polizia niuiorchese perché aveva un cuore debole.
1912
Gara decisa al fotofinish.
Jackson fu ferito poi tre volte nella prima guerra mondiale. Come allenamento usava fare golf, massaggi, camminate.
Kiviat, secondo, porterà la torcia per un chilometro a New York prima delle olimpiadi del 1984.

5000 metri
1912 (prima non c’erano)
Sfida corpo a corpo tra Kolehmainen, il primo della dinastia dei finlandesi, e Jean Bouin. Dopo che il francese aveva sempre rintuzzato gli attacchi del finnico, a venti metri dalla fine le gambe si gonfiarono e Hannes the Mighty vinse di un metro.

10000 metri
1912 (prima non c’erano)
A 22 anni Kolehmainen vinse lasciando tutti indietro. Partirono in 11 su 15 qualificati e solo 5 finirono, per la durezza della pista e per il caldo. Il secondo arrivato, Tewanima era un indiano hopi

MARATONA
1896
La leggenda di Filippide sembra falsa. In realtà Erodoto ha scritto di un corridore che è andato da Atene a Sparta, casomai.
Comunque la leggenda è piaciuta ai primi organizzatori e la maratona è stata creata.
La misura di 42,195 metri, i ristori ogni cinque chilometri, l’assistenza medica permessa solo in casi eccezionali sono cose venute dopo.
Alla prima edizione parteciparono pochi stranieri e non parteciparono stranieri che avrebbero voluto partecipare, come l’Airoldi, che però aveva partecipato a una gara da professionista.
C’era eccitazione per la gara. I greci avevano alzato archi di trionfo per le strade delle città, erano andati in centomila allo stadio.
Gli atleti avevano fatto bisboccia il giorno prima con mangiate e bevute, soprattutto di vino. Prima della gara avevano ricevuto due birre. Anche per farli riprendere se si sentivano male veniva loro dato dell’alcool.
Rack, in preda a delirio, dette un pugno a chi cercava di risollevarlo.
Non mancarono quelli che si fecero dare un passaggio da una carrozza.
In molti non finirono la gara.
Alla fine il re dette l’annuncio che un greco era in testa.
Il greco entrò allo stadio e fu accompagnato verso la vittoria dal principe e da altri, in un corteo che comprendeva gente a piedi e in bicicletta.
Spiridon Louis poi fu preso sulle spalle, fu abbracciato, fu baciato, gli furono offerti caffè, tagli di capelli, orologi a vita, si narra. Tornò anche il giorno dopo e poi tornò a casa. In gara aveva ricevuto del vino e un uovo di cioccolata. Aveva corso con delle scarpe donate dal villaggio natale. Il giorno dopo ai giornalisti permise di inventare qualsiasi cosa, che poi sarebbe diventata una leggenda.
Era un contadino di famiglia modesta.
Fu ritrovato dal comitato olimpico tedesco e portato a Berlino nel 1936.
Lui dice che non chiese premi o regali. Disse di aver ricevuto un orologio e che suo padre aveva celebrato la vittoria aprendo tre damigiane di vino e distribuendo il vino gratuitamente per le strade in una celebrazione pubblica. Si è ritrovato un suo scritto autografo in cui afferma di essersi ispirato alle corse dopo aver visto due uomini correre verso il luogo dove sarebbe stato costruito lo stadio olimpico.
Nel 1936 disse di ricordare il giorno della vittoria ad Atene come un sogno, con la gente che urlava il suo nome, con i fiori che piovevano su di lui, coi cappelli che le persone facevano svolazzare.
Ancora oggi in Grecia dire “fai Louis” significa corri veloce.

1900
Il caldo era atroce, per strada oltre ai corridori della gara c’erano amatori, bande musicali, motorette. Il favorito, Daunis, dopo aver preso due birre a un bar decise che faceva troppo caldo per continuare. Vinse Theato, lussemburghese ebanista che disse che non avrebbe potuto vivere momenti più dolci per la sua vittoria, seguita anche dalla banda musicale. Seppe che aveva vinto le olimpiadi solo dodici anni dopo.

1904
Caldo atroce, 32 gradi, pochi corridori, alcuni vomitano, altri svengono. I vincitori delle precedenti maratone di Boston partecipano ma vengono risucchiati a causa di strade polverose, saliscendi mostruosi, persone che seguono i corridori in auto.
Feliz Carvajal riesce a mettere da parte i soldi facendo degli spettacoli a Cuba. Arriva a New Orleans in nave, perde i soldi al gioco, riesce ad arrivare a Saint Louis, corre con scarpe pesanti, maglia a maniche lunghe, cappello, pantaloni lunghi che vengono tagliati dagli ufficiali di gara. Si ferma a parlare con la gente durante il percorso, a discutere della gara, a impratichire l’inlgese. Prende da un ufficiale di gara delle pesche e poi da un contadino delle mele verdi che gli causano crampi allo stomaco.
Due sudafricani partecipano dopo essere stati a un’esibizione che doveva rappresentare la guerra anglo boera.
Partecipò anche un crumiro professionista.
Dopo 3 ore e un quarto nessuno era ancora arrivato allo stadio.
Fred Lorz arrivò primo ma si era fatto dare un passggio tra il nono e il ventesimo miglio. Fu squalificato. Vincerà la maratona di Boston dell’anno dopo.
Thomas Hicks, inglese di Cambridge, lavoratore di ottone, vinse. Fu sostenuto dagli ufficiali a colpi di stricnina, brandy, uova sode e getti di acqua riscaldata attraverso il calore dei tubi di scappamento delle auto accese.
Anche due ufficiali ebbero una sventura: per evitare un atleta sterzarono bruscamente e finirono sotto un argine.

1906
Una statua di Hermes, una sfoglia di pane al giorno per un anno, tre caffè al giorno per un anno, servizio barba a vita, sei pasti gratis per sei domeniche per un anno. Questi erano i regali promessi a un eventuale vincitore greco. Vinse invece il canadese SHerring, che a un certo punto in gara salutò Frank, che era stato testa a testa con lui. “Goodbye, Billy”, disse e se ne andò. La vittoria gli fruttò comunque una statua di Atena e un agnello, oltre a premi in denaro in Canada.

1908
Dorando Pietri. Vedi le precedenti raccolte scritte in questo blog e il materiale immenso che si trova in rete. Il buon Wallechinsky non aggiunge niente di nuovo anche perché probabilmente molti avranno ripreso quanto ha scritto lui:) Un discorso analogo vale per Jim Thorpe, sul quale probabilmente scriverò un post apposito.

1912
Il sudafricano McArthur vince e gli vengono donati tributi e pezzi di terra a casa sua.
Il portoghese Lazaro muore durante la maratona forse per meningite causata dal caldo.
Shizo Kaniguri, giapponese, viene visto da una famiglia svedese in condizioni disperate. La famiglia gli offre un succo di frutta. Lui per non sopportare la vergogna di non aver finito la gara torna in Giappone per i fatti suoi senza dire niente al comitato giapponese. Verrà ripescata da un giornalista svedese cinquanta anni dopo e completerà simbolicamente il percorso. Nel frattempo avrà gareggiato anche nel 1920 e nel 1924.

110 OSTACOLI

1896
Il team di Boston fu guardato con stupore quando era titubante nel prendere il vino che veniva offerto loro in grandi quantità il giorno prima delle gare.

1900
Kraenzlein introduce il salto a gamba estesa.

1908
Si dice che Smithson abbia corso con una bibbia in mano, ma non è vero. Si è fatto fotografare in quella posa dopo la gara.

400 OSTACOLI
I francesi pensavano di far man bassa perché gli americani non conoscevano l’evento ma vinse un americano. Gli ostacoli erano pali telefonici e l’ultimo salto era un fosso d’acqua.

1904
Dalle istruzioni di Harry Hillman, il vincitore. “Mangiate uova crude e fate atletica, perché tira fuori la parte virile necessaria a essere un moderno uomo d’affari”.

3000 SIEPI
1900
George Orton era caduto da un albero da bambino. Riacquisì le abilità motorie a dodici anni. Fu chiamato il ragazzo che non aveva mai imparato a camminare. Vinse i 400 ostacoli e i 3000 siepi.

1908
Agli americani era proibito correre con pantaloncini bianchi, quindi dovettero essere loro forniti dei pantaloncini neri.

4×400
1908
La prima staffetta olimpica della storia. I passaggi erano segnati da colpi tra le mani anziché dal passaggio del testimone. Vinsero gli Stati Uniti davanti a Germania e Ungheria.

SALTO IN ALTO
1896
A Ellery Clark fu concesso di partecipare dalla scuola di Harvard poiché aveva un punteggio eccezionale ma non doveva far uscire la sua appartenenza. In seguito scriverà 19 libri e un suo romanzo, loaded dice, diventerà un film intitolato Caribbean, nel 1952.

1900
Due americani rifiutarono di gareggiare di domenica.

1904
Lajos Gonczy. Aveva portato con sé del vino. Gli fu nascosto. Gareggiò nell’alto e arrivò quarto. Vinse in una gara a handicap non ufficiale. Gli allenatori lo festeggiarono e nel sentire il suo respiro scoprirono che aveva trovato le bottiglie nascoste.

1908
George André rivelò di avere visto gli atleti americani portare con sé una misteriosa bottiglia. Riuscì a prenderne una per scoprire che si trattava di acqua. Nella prima guerra mondiale fuggì dalla prigionia dopo sei tentativi. Nel 1920 e nel 1924 riprese parte alle Olimpiadi.

1912
Alma Richards era un semisconosciuto americano che fu preso in giro dal team durante il viaggio. All’ultimo salto promise a Dio che sarebbe stato un bravo ragazzo. Vinse e divenne un eroe americano. Inoltre prese parte alla guerra e diventò insegnante di scienze.

SALTO CON L’ASTA
1900
Prima i giudici fanno fare la gara di domenica, poi la rinviano per le proteste degli americani, poi la rifanno di domenica, poi ne fanno altre due nei giorni seguenti per tacitare gli indignati americani.

1906
A Ed Archibald l’asta sparì in treno in Italia.

1908
Alfred Gilibert è l’inventore del meccano. Inoltre nel 1918 gli americani volevano che tra i sacrifici per la guerra fossero inclusi i bambini a cui non dovevano arrivare i regali di Natale. Gilbert si oppose, mostrò dei giocattoli, fece un discorso e convinse i capi militari e il segretario del commercio a non vietare il commercio di giocattoli. Così Gilbert diventò l’uomo che ha salvato il Natale dei bambini.

Finora l’asta aveva uno spuntone che si piantava per terra. Gli americani avevano il palo da infilare in un buco scavato. Gli inglesi non fecero trovare nessun buco per terra e non c’era niente di soffice di là dal salto.

SALTO IN LUNGO
1896
Ellery Clark cucì le armi della famiglia reale greca sopra la sua bandiera americana nel giacca.

1900
All’ebreo Kraenzlein la Syracuse University impedì di saltare di domenica. Il cristiano Prinstein invece gareggiò e vinse. Non gareggiò neppure l’irlandese Peter o’Connor che nel 1901 avrebbe realizzato un record mondiale che, come record nazionale irlandese, sarebbe durato fino al 1990.

1906
Vinse Prinstein ma il protagonista fu Peter o’Connor. Irlandese. Voleva essere chiamato irish e non british, fece ben tre proteste durante la gara, alla fine salì sul pennone dove era issata la union jack flag e sventolò la bandiera irlandese.

1908
Gli inglesi restano sconcertati dai festeggiamenti chiassosi degli americani che cantano “there’ll be a hot time in the old town tonight”, suonano una specie di kazoo, sventolano le bandiere.

1912
Il greco Lambrakis fece parte della resistenza antinazista, fu eletto in parlamento, partecipò a varie marce della pace, venne colpito da due estremisti di destra nel1963, subì gravi danni al cervello, una manifestazione in suo favore vide la partecipazione di 500 mila persone, la maratona della pace continuò a svolgersi in suo onore.

SALTO TRIPLO

1896

James connolly

Nato in una famiglia povera di discendenza irlandese a south boston. Aveva 27 anni, era autodidatta, chiese il permesso di partecipare alle olimpiadi a Harvard. Gli fu negato. Partì lo stesso. In nave insieme ad altri dieci americani. Gli fu rubato il portafoglio a Napoli. Ad Atene furono svegliati dalla banda e si accorsero che le gare sarebbero iniziate quel giorno e Connolly avrebbe dovuto partecipare. Il calendario greco era diverso da quello americano. Connolly faceva due hop e un salto anziché hop step hop. Chiese perché non venissero annunciate le misure. La risposta: as far as the measurments go there’s nobody within a yard of you. Finì anche secondo nell’alto e terzo nel lungo.

Fu il primo campione olimpico. In seguito fu giornalista, scrittore. Fu reporter a londra 2008. Srisse un testo non pubblicato dal tiptolo the english as poor loser. Scrisse 25 romanzi e 200 racconti brevi. Morì a 88 anni nel 1957. Rifiutò la laurea honoris di harvard. La sua medaglia è al colby college nel maine. C’è una sua statua a columbus park a south boston

1906

Peter o connor fin da piccolo ogni mattina provava a fare hop step jump per arrivare dalla porta di casa a un argine di erba a cui si arrivava superando un pezzetto di strada sterrato. Lui cercavba di arrivare oltre l’erba. Era il suo allenamento per il triplo, che non conosceva nemmeno come evento, prima di vincere ad atene.

LANCIO DEL PESO

1896

Robert Garrett vince al primo tiro

1908

Ralph Rose non abbassò la bandiera innanzi al re. In realtà nessuno se ne accorse. La storia è diventata leggenda negli stati uniti. C’è anche una legge per la quale la bandiera non deve essere abbassata (to dip the flag) davanti a nessuno. La frase citata this flag dips to no earthly king non sembra sia mai stata pronunciata né da Rose né da Sheridan, a cui viene a volte attribuita. Ralph Rose vince la gara.

Denis Horgan arriva secondo. Era stato colpito come poliziotto a New York l’anno prima ed era stato rimandato a riposo in Irlanda

1912

Patrick Mcdonald, altro gigante. Vince due ori olimpici. È noto per dirigere per 41 anni il traffico a times square a new york

LANCIO DEL DISCO

1896

Robert Garret si allenava con un disco di dieci chili perché era quello degli antichi greci secondo il suo professore di storia. Vinse con tranquillità dato che il disco pesava solo due chili. In realtà aveva rinunciato fino a che gli fu mostrato il disco vero

1900

Il disco veniva lanciato in un senteiro tra gli alberi, quindi molti dischi colpirono gli alberi

1904-1912

Martin Sheridan, un altro che vinceva tanto

LANCIO DEL MARTELLO

1896-1908

John Flanagan, altro nato in irlanda, poliziotto a New York. Vince nel 1900, 1904, 1908

1912

Matthew Mc grath. Il suo tiro più corto è 15 piedi più avanti del più lungo dei suoi avversari. Anche lui poliziotto nato in Irlanda

LANCIO DEL GIAVELLOTTO

1912

Eric Lemming. Standing ovation per i suoi 60 metri di lancio

 

 

Le mie raccolte già scritte:

Storia delle Olimpiadi. Atene 1896.

Storia delle Olimpiadi. Parigi 1900

Storia delle Olimpiadi. Saint Louis 1904

Storia delle Olimpiadi. Atene 1906

Storia delle Olimpiadi. Londra 1908

Storia delle Olimpiadi. Stoccolma 1912

 

 

 

 

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