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Lo stupore delle prese elettriche

Sulla disuguaglianza in Italia e in Francia

Purtroppo i dati sulla distribuzione della ricchezza non sono molto buoni, soprattutto quando si cercano di fare comparazioni internazionali. Però, dai dati che io ho a disposizione, risulta che non esiste assolutamente alcuna evidenza che in Italia la ricchezza sia maggiormente concentrata che in Francia; casomai, il contrario sembra essere vero. In attesa di conoscere quali dati ha usato Sanna per affermare ciò che afferma, produco l’evidenza di cui sono a conoscenza.

Lo studio più recente sulla distribuzione internazionale della ricchezza è il Global Wealth Report del Credit Suisse, curato da Anthony Shorrocks e Jim Davies, due tra i più importanti studiosi di questa materia. Lo studio riporta dati sulla distribuzione mondiale della ricchezza espressa in dollari USA. I dati sui singoli paesi non sono molto dettagliati, ma comparando Francia e Italia questi sono i dati che emergono.

Italia Francia
Ricchezza media (dollari USA) 226.423 255.156
Ricchezza mediana (dollari USA) 115.182 66.521
Ricchezza totale (trilioni dollari USA) 11,0 12,1
Popolazione 60 milioni 63 milioni
Appartenenti al top 10% mondiale 29.799.000 22.291.00
Appartenenti al top 1% mondiale 2.810.000 4.405.000
La mediana in Italia è molto più alta che in Francia, mentre la media è più bassa. Poiché la disuguaglianza è funzione crescente della distanza fra media e mediana, questo indica una ricchezza più ugualmente distribuita in Italia che in Francia. Si noti dalla tabella che la ricchezza totale in Italia è un po’ minore di quella francese e le popolazioni sono simili. Le ultime due righe ci dicono quanti italiani e francesi hanno una ricchezza che, in una classifica mondiale, li porrebbe nel top 10% della popolazione e nel top 1% della popolazione mondiale in termini di ricchezza. Anche qui i risultati indicano una maggiore concentrazione in Francia che in Italia. Ben 30 milioni di italiani hanno una ricchezza che li colloca nel top 10% mondiale, contro solo 22 milioni di francesi, ma se andiamo nel più esclusivo club del top 1% è la Francia che manifesta una presenza più massiccia.

Un altro studio recente è stato effettuato da Jim Davies, Susanna Sandström, Anthony Shorrocks e Edward Wolff. Questi autori cercano di raccogliere dati comparabili tra diversi paesi sulla distribuzione della ricchezza. La tabella 7 a pagina 45 riporta dati su vari paesi. Qui riportiamo i risultati per Italia e Francia.

Italia Francia
Tipologia e anno indagine
2000, indagine sulle

famiglie

1994, indagine sulla

pop. adulta

% ricchezza in mano al top 10% 48,5 61,0
% ricchezza in mano al top 1% 17,2 21,3
Per l’Italia abbiamo in realtà indagini più recenti, ma il quadro non cambia molto. Lo studio riporta anche una stima dei coefficienti di Gini per la concentrazione della ricchezza (tabella 9, pagina 47). Per la Francia il valore è 0,730 mentre per l’Italia è di 0,609. Ricordiamo che valori più alti corrispondono a maggiore concentrazione.

Tutti i dati a disposizione vanno quindi in direzione abbastanza univoca: in Italia la ricchezza è meno concentrata che in Francia. Può darsi che i dati, che non sono di qualità eccelsa, non siano sufficienti a trarre conclusioni molto precise. Ma ci pare di poter affermare senza grossi timori di smentita che è semplicemente assurdo attendersi un gettito quadruplo dell’imposta in base alla differente concentrazione della ricchezza. Al contrario, l’evidenza disponibile ci dice che, a parità di altri fattori, la minore concentrazione della ricchezza in Italia dovrebbe condurre a un gettito inferiore a quello dell’imposta francese.

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