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Le dieci migliori storie di sostenibilità del 2015

 

Da: https://hbr.org/2015/12/10-sustainable-business-stories-that-shaped-2015

Nell’articolo originale ci sono tutti i link per approfondire.

1. L’enciclica del Papa indirizzata a contrastare il cambiamento climatico.
2. A Parigi tutti gli Stati hanno detto all’unisono: “Contrasteremo il cambiamento climatico.”
3. I CEO di alcune tra le imprese più grandi del mondo hanno affermato pubblicamente di voler agire fortemente per contrastare il cambiamento climatico. Tra di esse Bank of America, Goldman Sachs, Citigroup, Morgan Stanley, JP Morgan, Wells Fargo, Levi, Gap, Adidas. Alcune aziende petrolifere si sono dette favorevoli all’adozione di una carbon tax: tra loro BP, Eni, Shell, Statoil, Total. Alcuni grandi nomi di imprese hanno agito per abbassare le loro emissioni e hanno comprato grandi ammontari di energia rinnovabili. I giganti che hanno stipulato contratti per centinaia di megawatt di energia eolica e solare includono Apple, Hp, Google, Dow, Amazon. Molte di queste imprese hanno affermato di voler diventare 100% rinnovabili.

4. Obiettivi globali molto grandi sono stati annunciati da imprese e istituzioni. L’ONU ha stabilito degli obiettivi di sviluppo sostenibile globale riassunti in un manifesto composto da diciassette punti. Più di cinquanta grandi imprese si sono unite nel RE100, un gruppo che intende usare il 100% di energie rinnovabili. Unilever ha detto di voler generare più energia di quella consumata entro il 2030 e di uscire dal carbone per il 2020. Google comprerà ben due gigawatt di energia rinnovabile. Più di cento grandi imprese hanno firmato un impegno a ridurre le emissioni. La Casa Bianca ha raccolto 154 imprese (un numero che sta crescendo) e queste si sono impegnate a ridurre le emissioni e a comprare energia rinnovabile.
5. La transizione verso un mondo alimentato a energia rinnovabile è iniziata. Due professori di Stanford e Davis hanno illustrato come 139 Stati potrebbero fare affidamento esclusivamente sull’energia rinnovabile entro il 2050. Più della metà dell’energia elettrica prodotta globalmente negli ultimi due anni proviene da fonti rinnovabili. Le tecnologie pulite sono sempre meno costose e i carburanti fossili stanno perdendo i loro vantaggi di costo. La grid parity sarà raggiunta probabilmente entro il 2017 nell’80% del mondo. Il Congresso USA ha esteso il credito di imposta per l’energia solare e quella eolica.
6. Wall Street si è svegliata. Non solo i fondi pensione o i fondi sovrani hanno spinto le imprese a gestire meglio gli aspetti ambientali e sociali. Anche gli investitori a breve termine hanno iniziato a considerarli. Blackrock ha spinto la comunità degli investitori a prendere sul serio il clima. Il CEO dell’impresa, Larry Fink, ha suggerito ai CEO di 500 imprese di investire pensando al lungo termine più che agli acquisti di azioni proprie e ai dividendi. Un analista di Morgan Stanley ha alzato il target price di imprese come la Nike in base a come stanno gestendo bene le questioni ESG: Environmental, Social, Governance. Infine sta crescendo velocemente il movimento per disinvestire dalle fonti fossili (Fossil Fuel Divestment Movement.)
7. I consumatori mostrano interesse nei prodotti sostenibili. I nati nel Millennio chiedono prodotti più sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale. Si sta prefigurando l’era dell’”etichetta pulita.” La gente vuole sapere da dove proviene ciò che consuma. Walmart, così, sta impegnandosi a (far) etichettare sempre più prodotti. Target assegna dei punteggi ai prodotti in vendita basati sulle performance di sostenibilità e questi prodotti hanno un trend di crescita dei ricavi che gli altri prodotti in vendita non hanno.
8. In molti settori la catena del valore è un fattore importante sia come rischio che come opportunità. Le persone chiedono sempre più prodotti organici (McDonald’s si è mosso in questa direzione,) carni provenienti da animali non riempiti di antibiotici (Subway ha assunto un impegno in tal senso,) pochi coloranti e conservanti (azioni in tal senso sono state compiute da General Mills.) I rischi del cambiamento climatico sono ben percepiti dalle aziende di alimentari, che quindi stanno spingendo su tutta la filiera affinché riducano le emissioni: un esempio è la Kellogg’s.
9. I prezzi delle materie prime sono in ribasso. Secondo l’autore questo renderebbe meno competitiva la cosiddetta economia circolare. Per lui, quindi, che evidentemente non è né povero né affamato, questo è un fatto negativo.
10. I casi Volkswagen ed Esso testimoniano comunque quanto la trasparenza sia sempre più importante e valutata dal mercato.

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