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Lo stupore delle prese elettriche

I responsabili del declino (2). I tassisti

 

Lo stato corporativo è uno dei problemi dell’Italia. Le corporazioni risaliranno pure al medioevo e poi saranno state un vanto della mentalità fascista, ma in ogni caso bloccano il paese, dato che le barriere all’ingresso sono deleterie per le innovazioni e quindi per la distruzione creatrice di shumpeteriana memoria.
Ne abbiamo già scritto e lo rifaremo. In questo articolo facciamo un po’ le pulci alla categoria dei tassisti.
Su di loro possiamo dire che gli atti di violenza vanno sempre puniti, che sul loro essere vincolati alle cooperative la Thatcher avrebbe avuto qualcosa da dire (vedi discorso contro i sindacati nel ’79), che sui loro blocchi intenzionali delle strade Reagan avrebbe avuto qualcosa da dire (come disse ai controllori di volo nell’81, prima di licenziarli uno a uno in più di undicimila).

Gli articoli seguenti chiariscono la differenza tra l’economia vera e l’economia secondo i tassisti.

Innanzitutto un po’ di chiarezza sulla questione delle licenze.

https://epistemes.org/2007/11/30/taxi-e-licenze/

1. Le licenze dei taxi sono regolamentate. Ci sono in ogni città un numero di licenze e delle tariffe predeterminati.
2. Un aumento del numero delle licenze dovrebbe determinare un aumento dei taxi in circolazione e una diminuzione delle tariffe, a meno che il mercato non sia già in equilibrio.
3. I consumatori vogliono più taxi in giro a prezzi più bassi. I tassisti si ribellano e vogliono mantenere le loro rendite.
4. Una licenza rappresenta il valore scontato dei profitti futuri. Se aumentano le licenze, i profitti attesi saranno più bassi e quindi la licenza del singolo tassista potrebbe perdere di valore.
5. Una proposta che viene a volte fatta è quella di aumentare il numero delle licenze e contemporaneamente di concedere una licenza aggiuntiva al tassista che già la possiede, a mo’ di compensazione della perdita.
6. Però. Se a seguito dell’aumento del numero delle licenze i prezzi diminuiscono in misura meno che proporzionale all’aumento della domanda, i profitti dei tassisti aumenteranno e con loro il valore delle licenze. Può essere che il valore di una licenza diminuisca e l’altro aumenti: il risultato effettivo dipenderà dall’elasticità della domanda.
Se il prezzo invece non varia, “il risultato di tale misura sarebbero più o meno lo stesso numero di taxi in giro, lo stesso prezzo, e un crollo del valore della licenza (la licenza perderebbe valore perchè ogni singolo taxi lavorerebbe di meno).”
7. Aumentare il numero dei taxi in circolazione attraverso l’aumento delle licenze, ma tenere invariati i prezzi, comporta solo effetti negativi per i consumatori, interessati al prezzo più che al numero di taxi in giro. “Più taxi significano più esternalità negative: congestione di traffico, più inquinamento, più incidenti (normale statistica), più arrabbiature al semaforo.”

Eppure Alemanno riteneva, come Nardella riterrà, che se aumenta l’offerta di taxi, anche il prezzo debba aumentare. Quanto è vitale mantenere almeno inalterato il reddito delle proprie corporazioni, eh?
https://phastidio.net/2011/01/28/alemanno-il-fachiro/

Una delle credenze assurde in questo paese social corporativo è che il reddito debba essere garantito. Il rischio sembra che non debba esistere: né il rischio di impresa, né il rischio di perdere il lavoro, né il rischio di fare un investimento e perdere i soldi: l’idea è quella che in caso di difficoltà lo stato debba intervenire rubando soldi ai contribuenti attuali e futuri (o agli efficienti) per destinarli a chi ha sbagliato e adesso non vuole pagarne le conseguenze. Esisterebbe un diritto a fare per sempre il mestiere scelto una volta. Esisterebbe il diritto a fare il mestiere per cui si è studiato. Se si è sopportato un costo per le licenze, dobbiamo rientrare obbligatoriamente dall’investimento.
Inoltre cosa succederebbe se le tariffe fossero almeno sufficientemente flessibili, se non proprio libere?
https://phastidio.net/2007/12/13/le-leggi-delleconomia-non-usano-il-taxi/

“Probabilmente domanda e offerta si aggiusterebbero in modi meno demenziali di quelli a cui assistiamo quotidianamente.
Se le tariffe fossero libere riusciremmo pure a capire quale è la vera redditività del settore dei taxi. Avremmo verosimilmente un aumento di concentrazione, con la nascita di aziende che impiegano tassisti, alcuni dei quali cesserebbero di essere lavoratori autonomi, per insufficiente remuneratività del capitale investito (o per insufficiente imprenditorialità, perché no?), e diverrebbero lavoratori dipendenti. Altri tassisti scoprirebbero che esistono segmenti di domanda non soddisfatta, e potrebbero moltiplicare il proprio reddito. Lo stesso accadrebbe agli autotrasportatori-padroncini: la finirebbero di tenere sotto ricatto un intero paese al solo scopo di mantenere invariato il proprio reddito nel tentativo di recuperare le maggiori voci di costo, ed il paese ne guadagnerebbe in salute: quella dei camionisti stressati dal dover rispettare i tempi di consegna, e quelli degli automobilisti che viaggiano fianco a fianco degli autotreni.”

A volte delle idee valevoli vengono in mente a degli assessori,
https://phastidio.net/2006/07/06/phastidio-intervista-edoardo-croci/

I tassisti insistono in rivendicazioni corporative e azioni fasciste.

https://phastidio.net/2006/07/28/fascisti-e-corporazioni/

Ecco come smontare le obiezioni tipiche del tassista:
Come smontare le obiezioni del tassista.
https://phastidio.net/2014/01/01/taxi-e-concorrenza-diritto-di-replica/

Alla base della mentalità favorevole ai tassisti stanno il modello superfisso, l’incomprensione dei meccanismi economici di base e del fatto che “la cattura del regolatore da parte del regolato è uno dei frutti avvelenati della concertazione.”
https://phastidio.net/2008/02/08/i-taxisti-francesi-e-lossessione-delle-regole/

Per fortuna del benessere economico generale “le nuove tecnologie esercitano una pressione molto forte sui servizi codificati e regolamentati in stile ghilde medievali, come quello dei taxi. E’ un effetto “deflazionistico” da competizione il cui esito è già scritto, malgrado battaglie di retroguardia degli incumbents.

https://phastidio.net/2013/12/29/taxi-segua-quel-noleggiatore/

https://phastidio.net/2014/05/19/deflazione-creatrice/
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“L’innovazione tecnologica è per definizione “liquida” ed assai difficilmente sanzionabile:
La realtà bussa alla porta e non esiste richiamo ad alcun testo di legge superato dall’evoluzione dei tempi che possa riportare indietro le lancette dell’orologio.”

Ndrr. Restiamo in fervida attesa delle auto senza guidatore.

Altri articoli sul tema, che balza spesso agli onori delle cronache senza che cambi niente, a livello legislativo.
I tassisti hanno scioperato contro Uber, non hanno voluto partecipare a un incontro con la società, non vogliono che i pagamenti avvengano con sistemi elettronici (o come mai?).
Chissà perché Uber non sciopera contro la concorrenza delle aziende che svolgono servizi analoghi a New York e in altre parti del mondo.

Un’indagine ha mostrato come il servizio offerto dai tassisti londinesi sia migliore di quello romano. Perché? Concorrenza e libertà c’entrano sempre. http://noisefromamerika.org/articolo/taxi-liberta

Paolo Manasse ha scritto tre post sul tema. Nel primo spiega come la concorrenza di Airbnb e Uber sia benefica per l’aumento di offerta e la possibilità che ha la domanda di essere soddisfatta. In particolare, dove c’è meno libertà di scelta i costi del tassista e dell’albergatore sono più alti, indipendentemente dalla qualità. http://paolomanasse.it/2017/02/taxi-drivers/
Negli altri due articoli, il professore replica ai latrati e ai grugniti dei corporativi.
http://paolomanasse.it/2017/02/taxi-drivers-2-the-sequel/

http://paolomanasse.it/2017/03/taxi-driver-3-prezzi-e-costi/

Sul caso Uber è interessante la discussione nei commenti a questo articolo. Viva Luigi Valente! http://thefielder.net/22/05/2014/uber-e-il-neoluddismo-dun-paese-in-fuga-dalla-realta/
Che fare, dunque?
Togliere le licenze ai tassisti senza dare loro nessun indennizzo? Le licenze sono state date gratis. Poi se sono state vendute o comprate fatti loro.
Liberalizzare le licenze?
Tagliare i vincoli con le cooperative?
Rigare le macchine dei tassisti?
Aspettare che lo sviluppo tecnologico abbia la meglio?

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