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Ma scrivi un po' cosa ti pare

Torino 2017

Viaggio a Torino. 1-4 dicembre 2017. Seconda parte. Dialoghi e incontri ravvicinati con torinesi più o meno puri.

Domenica.
ATTENTATO ALLA VITA SOCIALE. Tragedia in quattro atti. Claudia dixit. Vittime: io e Stefano.

In giro in centro prima di pranzo.
“Vuoi mangiare la bagna caoda? Guarda che dopo non puoi avere vita sociale per due mesi. Anche la pelle ti sa di aglio. Cioè, ma ti verrebbe mai in mente di unire latte, acciughe e aglio? Ma come sarebbe a dire che è una festa quando si mangia in compagnia? Piuttosto è un martirio dover sopportare tante persone attorno a te quando sei l’unica che non la mangia! Sai cosa? Vuoi fare una carognata alle Ferrovie dello Stato? Mangia la bagna caoda e poi prendi il treno”.

In giro in centro dopo pranzo. “Non possiamo passare in mezzo a piazza Castello. Uccidereste tutta questa gente. Passiamo da dietro”.

Appena usciti da un negozio di abbigliamento. “Avete sentito cosa ha detto quel signore? Che puzza di aglio che c’era lì dentro!”

Alla caffetteria dei Musei Reali. “Aspettate. Pago io, così salvo la barista. Signora, sa, lui è straniero: non si rende conto”.

REPUTAZIONE.
All’osteria, a fine pasto.
Claudia: “Se ti ho visto ubriaco? Uahahahaha! N volte!!! Anzi. Ti ho conosciuto ubriaco!”

MOMENTO SOCRATICO, O DELL’IGNORANZA
Osservando il retro di via Roma, se non ricordo male.
Stefano: “Guarda belli quei balconi! Quei muri! Quegli scorci!”
Io sono rimasto affascinato dal non vedere niente di tutto quello che mi veniva spiegato.

MOMENTO PRETTAMENTE FEMMINILE.
Parlavamo del più, del meno e di altre operazioni quando improvvisamente calò il silenzio. Claudia aveva visto un negozio di scarpe.

ACTUALLY…
Stefano: “Puoi dire adesso che Torino è la città più bella del mondo?”
Claudia: “Guarda che lui viene da Firenze”.

Venerdì.
SARA’ UN CASO?
Laura mette le mani avanti:“Guarda che io sto a Torino da quattro anni, ma non la conosco. Quindi non posso farti da Cicerone. Vieni a Napoli, per quello. Sì, sì, Torino è bella, ma ci sono delle zone orrende come Torino Nord”. Dove c’è lo stadio della Juventus. Sarà un caso?

Lunedì.
SENZA CUORE
Clarissa:”Che ne pensi che x e y o w e z si sono lasciati?”
Io: “Succede”.
Lei: “Oh. Ma erano così bellini! Sei senza cuore!”

Domenica.
IT DOESN’T MATTER WHICH WAY YOU GO, SAID THE CAT
Alessandra: “Mettiti alle spalle piazza Castello e inizia a camminare, così ci troviamo lungo via Po”. Tutto sta ricordarsi da quale parte sia piazza Castello.

UN’ALTRA ANTONELLA.
Si chiama Antonella. È lucana (not basilicatese). Studia ingegneria energetica. È volontaria. Ma non è Antonella.

Sabato.
AUTOGRAFI
Daniele Garozzo e due suoi compagni di squadra:”Spostatevi, che s’ha da vedere la partita della Nam e non si vede niente se state nel mezzo”. Vittime: io e Umberto.

Venerdì e lunedì.
PISANI ANCHE NO.
Che sarebbe successo se Laura e Clarissa avessero detto a Leonardo Da Vinci (http://enricostampacchia.blogspot.it/2012/11/il-fiume-si-rise-ovvero-quando-leonardo.html
) e Dante Aligheri (http://world.std.com/~wij/dante/inferno/inf-33.html) che erano pisani? Vedi anche:
https://curiositasufirenze.wordpress.com/tag/origine-pane-senza-sale/

NEOLOGISMI E NUOVE PAROLE APPRESE. Thanks to Claudia e Clarissa.
Esempio di dialogo tra una madre e due figli:”Smettete di castagnare e andate a prendere la cucchiarella che devo farcire le pastarelle e poi metterle fuori dal bow window”.

Foto di copertina. Titolo: NON MI TAGGARE NELLE FOTO.
“Uh! Ma quello è un ipad pro 12.9? Questo è il pennino?”
“Sì. Io lo uso come maniglia”. (“Ma è uno spreco! Scriverà poi Clarissa su Whatsapp).
“Dai qua!”
“Puoi scrivere sulle foto, per esempio”.
“Guarda! Ho colorato uno squalo”.

 

Un po’ di cose sul viaggio a Torino. 1-4 dicembre 2017. Prima parte, non certo la migliore.

UNO
Fuori nevica. Aspetto un quarto d’ora l’arrivo del bus, al gelo. Arriva il bus numero 56 che mi porterà al Palaruffini. Salgo. Mi siedo. Sento bagnato. Verifico. Sono seduto su una pozza d’acqua. Mi alzo. Sperimento la tortura della goccia: in testa e sul cellulare. Mi sposto dall’altro lato del bus, dove sembra che non piova. Il bus si ferma per far passare una manifestazione. Il bus fa una deviazione a causa della manifestazione. Da nessuna parte dentro il bus appaiono le indicazioni sulla fermata successiva. Quindi sono in piedi dentro un bus, mi piove in testa, ci sono delle persone che mi schiacciano, altre persone che parlano (in napoletano) e mi impediscono di concentrarmi sulla lettura di qualcosa, non vedo fuori per la nebbia sui vetri e il mio zaino contiene una videocamera e un ipad e quindi è pesantuccio. In tutto ciò sempre sia lodato Google Maps, che mi fa scendere alla fermata giusta.

DUE
Se scendete alla stazione di Porta Susa sotterranea sappiate che uscirete da un lato di Corso Inghilterra opposto a quello dove vi potrebbero aspettare. Umberto e io parlavamo al telefono di semafori diversi e di uno stesso grattacielo, quello Intesa San Paolo, che per me era lontano e per lui era vicino. Scesi dal treno, allora, salite un piano e affacciatevi al bar. Da lì è più semplice seguire le indicazioni di chi vi sta aspettando.

TRE
Non saranno troppi sette euro per una gita in ascensore fino in vetta alla Mole?

QUATTRO
I numeri degli edifici non formano una corrispondenza biunivoca coi negozi.
CINQUE
Via Po è una sicurezza in fatto di cibo. Gianduiotti, croissant, caffè (a un euro: pensavo peggio), cioccolata calda, zabaione e bicerin sono sempre stati deliziosi.

SEI
Il bicerin merita sempre una menzione speciale.

SETTE
Ristoranti consigliati e consigliabili: Il Crudo, Bistrot Turin, Osteria al Tagliere.
Trattorie da dimenticare: la Fassoneria.

OTTO
Le bariste sono quasi tutte scontrose. I baristi sono quasi tutti cortesi. Mandate le bariste a fare dei corsi speciali di gentilezza e simpatia in Romagna.

NOVE
Anche stavolta non sono andato a Superga e nemmeno al museo del Grande Torino o ai luoghi storici granata. Ci sarà tempo nel 2018: il fioretto sta diventando una tappa fissa e inoltre si disputerà a Torino la fase finale dei mondiali di pallavolo maschile. È scontato che ci sarò.

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