there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Tornare vincitori dalle ossessioni aeroportuali.

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Un viaggio non deve essere dominato dallo stress, ma per me all’inizio lo è sempre. Qui ci sono poi troppe incertezze e finché non sento di avere la situazione pienamente sotto controllo non riesco a godermela, sempre che non ci pensi la da sola, la situazione, a farsi godere.

A farmi stare in pensiero il diciassette mattina non è stato alzarsi alle cinque, arrivare alla stazione, prendere un cornetto, poi prendere il treno per Malpensa, ascoltare delle tipe parlare di un telefonino scagliato sotto il palco di un concerto e ripreso dalla security. Oppure sentire i loro amici discutere su quale quartiere andare e quello no perché ci sono solo marocchini e quello no perché ci sono solo vecchi.
No. A farmi stare in pensiero è stato il fatto che il check in del volo Amburgo-Oslo non risultava ancora effettuato.
Banco del check in di Eurowings.
“Ho questi fogli. La carta d’imbarco e…”
“Metta la valigia in questa direzione.”
8,1kg. Faccio il gesto di riprenderla.
“Ah. Ma la vuole portare su con sé? Le metto il tag.”
Riprendo la valigia.
“Ho quest…”
“Con la stampa di quel foglio che conferma il viaggio può andare. C’è lo scan.”
“Sì, ma è l’altro foglio che mi preoccupa, quello per il volo successivo.” (Questa frase è stata pronunciata attraverso tre o quattro monosillabi, in realtà.)
“Non ha la carta d’imbarco?”
“No. Il sito mi ha rifiutato il check in perché dice che non sia effettuabile.”
“Ah. Allora sarà che ancora non può essere fatto. Non si preoccupi. Ad Amburgo vada alla porta d’imbarco e le stamperanno la boarding cart.”
Bene. Vado. Non insisto con lei, ma insisto con me stesso, visto che sul sito c’è scritto che il check in online può essere fatto 72 ore prima della partenza. Qualcosa non mi convince. Vado a una biglietteria e mi dicono che non si occupano di questa compagnia, cioè di Eurowings e di andare lì e “le stamperanno il check in.” Bene. Grazie. Ci sono già stato e non è servito. Quindi…Ma certo! Il sito! Riguardiamo cosa dice. Bene. Il sito dice che per i voli provenienti da fuori dalla Germania può non essere possibile il check in online, che comunque al banco dei voli in coincidenza (una cosa del genere) hanno il mio biglietto o possono farmi il check in…a meno che non utilizzi l’app!
Eccola! L’app! Saranno le app dei gestori a risolvere ogni problema. Basta scaricare l’app, inserire il codice della prenotazione o la carta di credito e il proprio cognome ed ecco che il check in online può essere magicamente effettuato!
Così mi libero da una delle ansie da aeroporti. Passo magicamente senza problemi dagli scanner degli addetti alla sicurezza e mi dirigo verso il gate d’imbarco. Nessun problema anche lì. In prossimità dell’aereo c’è un solo sportello aperto e due addetti fungono da sentinelle perché, poiché la cabina è stretta e l’aereo è piccolo, i trolley vanno piazzati in stiva. Ebbene. Malgrado ciò, io riesco ad approfittare di un momento di distazione, aiutato da un bambino che cerca la mamma, e sgattaiolo in cabina con la mia valigia. La prima hostess non dice niente. La seconda, giù in fondo, me la requisisce e per le due ore del volo penso a:
“L’avrà portata in stiva?” (Falso.)
“La manderanno direttamente a Oslo?” (Impossibile. Checked baggage = 0, risulta dalla prenotazione.)
“Dovrò reperirla ad Amburgo?” (Falso e non avrei fatto in tempo con la coincidenza, della quale avevo avvertito la hostess non prima di avere picchiato una testata contro l’alloggio dei bagagli.”
“L’avrà portata in stiva e le valigie le riprenderanno tutti direttamente dalla stiva e non dal nastro trasportatore, visto che non era previsto il checked baggage per quei trolley?” (Vero, e avrei perso un po’ di tempo rispetto a quel che è successo.)
“L’avrà tenuta lei.” (Vero. Infatti a fine volo sono schizzato fuori dal sedile non prima di avere picchiato la testa contro il portabagagli, di nuovo, e la hostess mi ha chiamato dicendomi che la mia valigia era sotto il sedile numero quattro. Eureka! Così ho ripreso la valigia. Nel frattempo il volo è stato disturbato da un gruppo incredibile di bambini, sia italiani che tedeschi, che andavano ad Amburgo di sabato mattina. L’aereo era pieno: masse di milanesi si spostano verso Amburgo anziché verso Rimini in un weekend di luglio!)
Vista dall’alto, Amburgo sembra proprio una città carina, piena di verde e di casine di legno col tetto a punta. Da visitare, come già pensavo. In aeroporto ho preso un panino che ha rappresentato il mio pranzo e mi sono piazzato al gate per Oslo.
“Glielo dico o no?” Pensavo.
“Ma è qui con me il biglietto, già pronto, che problemi ci saranno?” Mi chiedevo mentre osservavo da maniaco le due persone in attesa di chiamare i passeggeri per l’imbarco. Dopo una decina di minuti di attesa, mia, mi sono deciso ad andare dalla donna del boarding e le ho fatto vedere il ticket sull’ipad. “Noooo!” Ha detto con tono lamentoso lei. Mi ha chiesto il cognome e ha stampato su carta il biglietto, perché evidentemente con l’ipad era un casino o evidentemente non so cosa.
Insomma, alla fine, anche queste ossessioni si sono concluse con RR vincitore e imbarcato per Oslo

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