there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Torte fisse e regolamentatori erranti.

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Da “l’intelligenza del denaro” di Alberto Mingardi.

TORTE FISSE E REGOLAMENTATORI
Il mercato non è un sistema di allocazione delle risorse che toglie a chi non ha e dà a chi ha.
Questo perché la torta non è fissa. Grazie al processo di mercato è possibile che la torta aumenti. Ci saranno vincitori e sconfitti, ma nell’insieme è possibile che la torta cresca. Non si tratta di un processo in cui siamo in fila e aspettiamo che ci tocchi la nostra fetta.
E’ l’ansia di definire obiettivi e di preordinare i comportamenti che fa sì che il regolamentatore cerchi di assegnare un posto fisso ad azionisti, lavoratori, popolo, pensando che siano i più deboli. Il regolamentatore, invece, crea semplicemente il capitalismo di relazione.
“La legge universale della regolamentazione è che non esisterebbe un difetto di regolamentazione che non possa essere risolto con più regolamentazione. In realtà è il contrario.”
I regolatori non hanno intercettato comportamenti pericolosi perché non erano abbastanza informati? Non erano abbastanza informati perché i regolati non erano tenuti a fornire informazioni? I regolati non le fornivano perché le sanzioni erano inapplicate?
I regolatori sono anch’essi motivati dal profitto, ma comunque pensano che il filtro del mercato non sia sufficiente a regolarlo. Il mercato è un processo evolutivo che distingue vincitori e vinti indipendentemente dalle loro motivazioni. Il mercato ha tempi di apprendimento a volte lunghi e a volte brevi. Richiede fallimenti, sprechi, investimenti sbagliati. Il regolatore ritiene che sia necessario un arbitro che intervenga per colmare le differenze tra i più forti e i meno forti. Anche se l’esito del mercato può non piacerci, ciò non significa che un arbitro oppure noi stessi potremmo produrne uno migliore, poiché l’esito è indefinibile a priori.
Se il problema è che occorre una tutela contro i soprusi dei più grandi e potenti in modo che le persone possano sentirsi libere e responsabili delle proprie azioni, allora è meglio stabilire delle rules of law chiare e non modificabili a ogni stormir di fronda e lasciar fare alle sanzioni del mercato e far fallire chi alloca in modo inefficiente le risorse e i fattori produttivi. Il gioco dei prezzi e dei profitti serve a distinguere tra chi gestisce le risorse in modo migliore o peggiore.

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