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Ma scrivi un po' cosa ti pare

Ultimi libri letti, luglio 2019

| 2 commenti

Pensare coi piedi, Osvaldo Soriano. 7,5. “Il Rigore più lungo del mondo” è uno dei racconti più riusciti che abbia mai letto. “Poi cosa succede?” è la domanda chiave. È divertente, sorprendente, avvincente. La prima parte del libro parla dell’infanzia e dell’adolescenza di Soriano e del rapporto col padre. O viceversa. Volendo, è la storia di due testardaggini a confronto, che producono sia tensioni che abbracci. Il padre è funzionario pubblico onesto e antiperonista dentro che riesce a non essere mai dalla parte del vincitore (oltre a pretendere di saper fare il meccanico e provare a dimostrarlo, con risultati esilaranti). Il figlio è…Soriano. La seconda parte del libro è un excursus sulla storia dell’Argentina e degli argentini che vollero l’indipendenza L’ultima parte è stata scritta durante i Mondiali del 1986 e del 1990. Sono racconti di stampo calcistico, pieni di ironia e di fantasia. Oltre a “Il rigore più lungo del mondo” è bellissima la descrizione dell’incontro di Soriano (e di Minà) con Maradona.

Geni popoli lingue, Cavalli Sforza. 8,5. L’evoluzione della vita, dell’uomo, delle lingue. Un libro pieno di cose da approfondire.

Lo smemorato di Tapiola, Aarto Pasilinna. 7. Il solito libro divertente e pieno di trovate fantasiose dello scrittore finlandese. Un tassista trova un vecchietto smemorato, lo prende con sé e insieme faranno degli incontri con persone e animali, tra cui una coppia che distrugge la propria fattoria per fare un dispetto allo stato o un gruppo di ragazze religiose che vogliono vivere solo di ciò che raccolgono o un gatto che riesce da solo a sfuggire a un incendio appiccato dal suo padrone.

Millwall West Ham, Luca Manes. 6,5. La prima metà del libro riguarda la storia separata dei due club ed è piuttosto noiosa. La seconda è più avvincente, con la descrizione dei derby, dei tifosi, degli ultras, dei successi e dei fallimenti, degli scontri diretti, degli altri avversari delle due squadre, delle partite da non dimenticare e che viene voglia di andare a cercare su internet.

Una generazione scomparsa, Daniele Biacchessi. 6,5. Una storia documentata sui desaparecidos. Forse è un libro troppo cronachistico rispetto a quello che mi aspettavo. Ci sono le date, i fatti, gli atti giuridici. Mancano dei racconti in prima persona, delle interviste. Tanto per contrapporre un libro diverso, Stasiland narra le storie della DDR attraverso le voci dei protagonisti e mi è rimasto più impresso.

I mondiali della vergogna, Pablo Llonto. 6+ L’intreccio tra il mondiale del 1978 e il regime militare. Vale quanto detto per “Una generazione scomparsa” con l’aggravante di trattare tutto un po’ troppo superficialmente. Le partite del Mondiale poi fanno solo da contorno alla storia del regime argentino, ma allora il libro ha un titolo sbagliato. Un libro così scritto venticinque anni fa avrebbe raccontato cose che sapevano in pochi e allora avrebbe avuto un valore superiore, per me.

Come fossi solo, Marco Magini. 6,5 Il tema centrale del libro è la strage di Srebrenica. I protagonisti sono un soldato dei caschi blu, un soldato serbo e un giudice del tribunale penale internazionale. Tutti si trovano a dover affrontare problemi più grandi di loro. Il problema è che questo libro non è riuscito a prendermi. L’idea è bella, ma la narrazione non è stata così coinvolgente da lasciarmi attaccato alle pagine. Può essere che il libro meriti una rilettura più calma e attenta.

Le cinque equazioni che hanno cambiato il mondo, Michael Guillen. Le cinque equazioni sono: Gravità, Fluidodinamica, Effetto Faraday, Entropia, Relatività Generale. Oltre che sulle equazioni in sé o sulla loro importanza per il mondo, il libro è incentrato sulla vita degli autori e sul processo che ha portato alla formulazione delle equazioni. La saga dei Bernoulli è affascinante di suo, peraltro.

Diario di Zlata, Zlata Filipovic. 7. Zlata è una ragazzina di tredici anni che scrive un diario proprio quando scoppia la guerra a Sarajevo. “Due anni di guerra nelle pagine di una ragazzina”.

2 commenti

  1. Wikipedia? Ma come ti permetti.
    Ci sono 87 testimonianze in prima persona raccolte dal sottoscritto, compreso Luis Sepulveda, Giorgio Oldrini.
    C’è un lavoro enorme sui documenti giudiziari italia e argentini inediti, 7 anni di lavoro.
    Mi domando se effettivamente tu abbia mai letto il mio libro, al di là delle tue legittime critiche che nel caso non conoscessi il libro valgono quanto il due di picche a briscola

  2. Ciao. Ho modificato il testo. Ho letto il libro, forse troppo velocemente e mi è piaciuto. Inoltre sono appassionato del tema. Riconosco l’impegno che deve esserci stato nella ricerca: immagino che sia stata mostruosa e non semplice. Ti invidio pure per aver potuto fare un lavoro del genere.
    Ho scritto che è troppo cronachistico e troppo wikipedia ma non nel senso che fosse copiato da wikipedia (sarebbe stata una stronzata immane pensarlo e scriverlo), bensì che dopo qualche giorno mi sono ricordato i dati e i fatti e le testimonianze ma mi è mancata un po’ di emozione. Forse se l’avessi letto negli anni 80, quando queste cose venivano alla luce, sarebbe stato diverso. Comunque il problema non è tuo o del libro, alla fine. Se, pur avendolo letto con interesse e tutto d’un fiato, non mi ha emozionato come Stasiland, magari è colpa mia: può essere il fatto che dei desaparecidos conoscessi di più la storia e quindi mi abbia sorpreso meno, oppure che l’abbia letto in situazioni mie personali diverse. A rileggere il testo adesso, mi sembra che 6,5 sia anche un voto basso.
    Poi, oh, potresti dirmi: “Se volevi un libro diverso, potevi scrivertelo tu”:)

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