there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

Una notte sull’hurtigruten.

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18 LUGLIO. UNA NOTTE SULL’HURTIGRUTEN. (VOTO 9)
Dormo ancora dopo Maloy, per due o tre ore. Poi giungiamo a Torvik (credo) e il quarto d’ora che ha preceduto l’ingresso nel porticciolo di quel paesino è stato molto intenso ed emozionante. Lo sono stati i passaggi impressionanti dentro i fiordi, il fatto che fossero le sei di mattina e quindi eravamo in tre gatti fuori dal deck, le mille tonalità di verde che si vedevano là fuori tra acqua, prati e alberi, qualche animale d’acqua e di cielo, le chiazze di azzurro sul mare verde, il grigio delle nuvole, la pioggerellina quasi invisibile e “insentibile”, il grigionero dei monti più selvaggi, il bianco delle case, il giallo dell’erba, alcune strade, i ponti stradali sopra il fiordo, le persone che si fermavano a guardare la nave, perfino i camion della logistica internazionale.
E’ arrivato il momento di fare colazione e io ho preso un cookie e un caffè. Avrò speso cinquanta corone, mentre se andavo al ristorante avrei speso una sassata. Intanto c’era gente che andava in palestra, al piano otto, o nella piscina riscaldata al piano sette, o nella libreria dove si poteva anche fare una partita a scacchi e sulla cui bacheca erano segnate le previsioni del tempo e le notizie dal mondo. Continuavamo a girare in mezzo all’acqua circondati da isole, montagne, paesini. Sui divani c’erano anche molti lettori silenziosi o persone contemplative o osservatrici. Le parole, a parte quelle urlate da un gruppo di turisti inglesi, erano come sussurrate.
Alesund la conoscerò più avanti. L’ingresso al porto non è stato entusiasmante. Chi voleva è uscito a fare un giro di mezzora, che mi sembrava poco tempo, ma in realtà era sufficiente per dare un’occhiata fugace al centro. Dopo avere notato che la Luna non ha tempo di alzarsi in questi giorni da queste parti, sul mare è apparso l’arcobaleno. Quattordici gradi e il vento non hanno fermato alcune persone dal mettersi in costume, soprattutto i bambini che poi si tuffavano nella piscina fuori dalla nave. Lì c’erano in fila anche diverse sdraio che poi sarebbero state utilizzate al momento di attraversare il Geirangerfjord.

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