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there is no life b

Lo stupore delle prese elettriche

23-25 luglio. Persone incontrate, persone osservate tra Bergen e i fiordi.

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Bergen. 23 e 24 luglio 2016.
NELLA PIAZZA CENTRALE TRA IL PORTO E IL KODE. 23 LUGLIO. ORE 19.

Gente che suona, che guarda i colombi e i gabbiani, che gioca con le bolle di sapone, che mangia panini, che va in skate, che muove passeggini, che fa shopping, che bacia, , che passeggia, che guarda giocare con le bolle di sapone, che spippola.
Bimbi che piangono per stare in braccio, che rincorrono bolle di sapone, che carezzano fratelli che piangono.
Diversi musicisti di strada.

AL PORTO AL TRAMONTO. 23 E 24 LUGLIO. DOPO LE 22.
Una tipa che disegna quel che vede e forse quel che prova, seduta sulla banchina.
Due ragazze ascoltano della musica e fanno un cruciverba sedute su una panchina.
Una ragazza è appoggiata a un palo, ha lo sguardo triste e guarda intensamente al di là dell’orizzionte.
Una coppia di mezz’età osserva il mondo.
Due ragazze ridono.
Alcuni uomini in barca cantano.
Un uomo suona la chitarra su un’altra barca.

Un ragazzo e una ragazza adolescenti entrano in una barca invitati da uomini e donne adulti e iniziano a parlare insieme.
Una coppia parla tra sé pur guardando ed essendo seduta lui verso il centro e lei verso terra e lei verso il mare.
Una coppia sulla sessantina passeggia mangiando un gelato.
Due giapponesi fanno foto.
Una moglie fotografa un marito (presumibilmente) che si mette in posa.
I gabbiani stridono.
Un ragazzo fa l’equilibrista tra la banchina e l’acqua.
Un ragazzo e una ragazza, seduti a terra e con la schiena appoggiata a un masso, mangiano una pizza.
Molti mangiano un gelato.
In una barca giocano a carte.
In una barca una famiglia si riposa. Nessuno sta usando computer o simili.
In una barca si vedono solo un computer e un tablet.
In una barca un gruppo di uomini spara musica tunztunz a palla.
Da una barca partono cori, canti e balli.
In una barca un gruppo di uomini e donne stappano birre in tranquillità, parlano e ridono, sparano musica non tunztunz e non a palla e cantano.
Due uomini calvi sulla cinquantina parlano tra sé in modi seri e compunti.
Delle moto alla Harley Davidson partono verso la città.
Un aereo è in volo.
Un chitarrista all’esterno del mercato del pesce, in direzione della piazza, suona e canta musica folk-country e alcune canzoni di Leonard Cohen, Bob Dylan, Neil Young.
In autobus è il festival del passeggino: ben tre in cinque minuti entrano dentro il 10.

Di mattina nella zona del porto ho visto suonare, con cappellino gettato per terra a raccogliere offerte, una banda musicale dotata di fiati, trombe e percussioni.

 

LA MATTINA DEL 23 LUGLIO. TRA LARSS HILLS GATE E LA STAZIONE. REPOST.

Cinque rapper che suonano dei tamburi;
una persona di età media seduta su un prato che osserva il mondo;
una chitarrista che suona e canta a bassa voce;
un corridore che porta con sé un cane al guinzaglio;
un gruppone di cicloescursionisti, uomini e donne, che poi affolleranno la stazione e il treno e si metteranno a fare esercizi ginnici a ritmo di musica in stazione;
un camminatore che ascolta qualcosa con le cuffiette e io gli chiedo conferma che la stazione sia lungo questa strada.
Un uomo inveisce contro nemici immaginari.
Un’impiegata della società dei trasporti porta via un sacco di rifiuti.
Una ragazza sulla ventina alza i pollici al cielo in direzione delle amiche prima di partire per un’escursione e dopo avere scoperto che il bagno delle donne è out of order.

IL 25 LUGLIO. REPOST.

PRIMA PARTE: DA BERGEN A BALESTRAND
I fotomaniaci.
I fotomaniaci in movimento.
Gli agitati.
Gli osservatori.
I conversatori.
Le allattatrici.
Le bimbe annoiate.
I girovaghi.
I frequentatori del bar.
I bimbi che giocano.
Gli addormentati.
Gli spippolatori.
I lettori.
L’uomo italiano che dice guarda il fiordo, la moglie che replica scocciata lo vedo anche io, la figlia annoiata che se ne frega.
Il figlio italiano che spinge la mamma a uscire.
I cartografi.
I succhia diti.
Le bimbe che dormono per terra sotto i sedili.
La coppia giovane, baciante lui, scostante lei.
Gli ascoltatori di musica attraverso gli smartphone.
Gli sfidanti il vento.
I pontisti.
Chi lascia fluire i capelli al vento.
Gli ammiratori con i soli occhi e non con gli obiettivi.
I sorridenti.
I rilassati.
I persi nel vuoto.
I bimbi che fanno girotondo sul ponte tenuti per un braccio dal padre.
I francesi.
Gli inglesi.
Gli spagnoli.
Gli arabi.
Gli italiani.
Gli occhiammandorlati.
I lettori di ebook.
I mangiatori.
I disegnatori.
Quelli che si incrociavano a ogni movimento con me.
I piangenti.
Quelli col giacchetto nyc marathon.
Gli scrittori.
I telecronisti di ciò che riprendono con la telecamera. (Italiano, era.)
I ruttatori.
La cucitrice.
La truccatrice.

DA BALESTRAND AL FJAERLANDSFJORD, A FJAERLAND, AL MUSEO DEL GHIACCIAIO JOSTEDALBREEN, ALLA PARTE DEL GHIACCIAIO CHIAMATA BOYABREEN.

Una ragazza coreana mi offre un fazzoletto per asciugare la sedia.
Una donna francese mi consiglia di spostarmi dove posso avere una visuale più ampia. Una ragazza inglese si lamenta perché un bambino, figlio di una coppia inglese che ha anche una bambina, ha fatto scappare un gabbiano.

Le persone qua in questa piccola nave si dividono in:
fotografi,
spippolatori,
osservatori,
beati osservatori,
mogli sorridenti,
mariti increduli poi sorridenti,
ragazzina e padre cibatori di gabbiani,
bimbi curiosi,
coppia coreana giovane e felice,
giapponese fotografo,
ragazza indecifrabile ma carina.
TERZA PARTE. RITORNO A BALESTRAND.

Al ritorno è arrivata la coppia che teneva nelle mani pezzetti di pane e li offriva ai gabbiani (e rideva facendolo) che arrivavano a frotte. Alla fine si sono saziati, visto che sono scomparsi.

Intanto
una signora si fa fotografare col ghiacciaio e il fiordo dietro le spalle,
alcuni fotografano i gabbiani,
un arabo e sua moglie mangiano pop corn,
la ragazza indecifrabile riguarda le foto che ha scattato con lo smartphone,
un uomo legge the reader,
la sua ragazza guarda in qua e là,
due donne anziane parlano tra di loro,
una signora con gli occhiali ha losguardo fisso avanti a sé,
altre due signore contemplano il paesaggio,
una coppia sulla cinquantina dorme,
due signore spippolano sui rispettivi telefonini.

QUARTA PARTE: DA BALESTRAND A BERGEN.

Faccio tutto il viaggio di ritorno fuori, in compagnia di

due ragazze dell’est Europa che alloggeranno all’YMCA hostel di Bergen,
un trentenne italiano che prende appunti e legge “L’inquisizione spagnola”,
una studentessa universitaria americana.
Una ragazza, su una delle panchine del ponte, fa l’uncinetto per tutto il viaggio. Ha prodotto un calzino giallo.
Le due ragazze dell’est hanno con sé una bottiglia di vino bianco.
La ragazza americana si presenta con un bicchiere di vino rosso.

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