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there is no life b

Ma scrivi un po' cosa ti pare

Volete decidere voi quanto guadagnano gli altri?

Considerazioni in merito a questi slogan che appaiono ogni tanto su Facebook.

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1. Allora basterebbe dare tot miliardi a un singolo ricercatore scientifico o a tutti i ricercatori scientifici o alla ricerca scientifica o alla ricerca medica e si avrebbe progresso? Questi miliardi basterebbe che fossero superiori a quelli dati a uno o tutti i calciatori? Fino a quale categoria si applica il concetto? Nella definizione di ricerca medica rientra anche la ricerca privata, per esempio quella svolta da Menarini Diagnostics o Eli Lilly Italia oppure quella è esclusa? Qual è la definizione di ricerca scientifica e di ricercatore scientifico? Un ricercatore in scienze politiche è incluso (mi auguro di no)? Vale solo la ricerca applicata o quella pura? Vale solo quella che potrà avere applicazioni pratiche oppure no? La ricerca sulla teoria delle superstringhe è compresa? E quella sull’omeopatia? O sull’astrologia?

2 Chi decide chi dare quanti soldi a chi? Soprattutto chi li tira fuori i soldi? Chi decide chi tira fuori i soldi? In base al giudizio di chi? Chi è il pianificatore centrale e chi il discriminatore che decide cosa valga di più e cosa valga di meno? Se i soldi previsti non bastano che si fa? Perché chi vuole aumentare la spesa per la ricerca, non dà direttamente una quota del suo stipendio netto a questa? Oppure perché non la regala allo stato affinché la destini alla ricerca?
3. Basta trasferire forzosamente, pena il carcere, magari, lo stipendio annuo di un calciatore di talento che produce risultati, emozioni e volume d’affari, a quello di un qualsiasi ricercatore, indipendentemente dalla sua produttività o dai suoi risultati e si ha progresso, secondo quanto asserito nei post.
4. Il progresso è, quindi, determinato da quanto guadagnano i ricercatori? O da quanta spesa è destinata alla ricerca scientifica o medica? Quindi il progresso è correlato alla ricerca? Resta indefinito cosa si intenda per progresso, comunque.
5 Si legge che la spesa in Italia per un calciatore è stata superiore nel 2016 a quella per la ricerca medica e magari si prende per buona l’affermazione. Qualcuno sa quanta è stato l’ammontare speso per la ricerca medica, fermo restando quanto detto al punto uno?
6. Il mercato funziona che uno compra e uno vende e sul prezzo si accordano loro. E’ meglio di un pianificatore centrale che decida cosa è giusto per lui o per la maggioranza o per voi e che prenda i soldi agli altri o a chi volete voi (mai a voi stessi, eh) e li dia a chi piace a voi. Questo perché ogni intervento del pianificatore è discriminatorio e sembra che voi stessi vogliate discriminazioni e iniquità, chiedendo sostanzialmente che il mondo segua i vostri giudizi personali.
7. Il valore d’uso è diverso dal valore di scambio.
8. La spesa in ricerca e sviluppo è bassa in Italia? Volete dire questo? E’ bassa rispetto agli altri paesi? Quella pubblica è bassa rispetto alle altre voci di spesa pubblica? Volete anche dire che la spesa in ricerca e sviluppo, come quella nell’istruzione, sono fondamentali per la crescita, lo sviluppo, il progresso, di un paese? Volete anche dire che è corretto che la ricerca di base avvenga attraverso il settore pubblico e quella applicata sia affidata al settore privato, almeno in larga maggioranza e che la spesa pubblica destinata alla ricerca debba aumentare? Sono quasi del tutto d’accordo, ma non c’entra nulla con gli scambi di beni e servizi commerciali, come è l’acquisto o il guadagno di un calciatore, visto che questo riguarda due o più agenti economici privati che si accordano tra loro e che a fronte di una spesa c’è stato un equivalente ricavo. A proposito: quale sarebbe il ricavo della ricerca scientifica? (Si può misurare, richiede più tempo, ok, tutte considerazioni che fareste e che sarebbero giuste; anche gli errori o le ricerche inutili possono portare a sviluppi inattesi, ma se fate un confronto a livello di spesa, posso sempre fare un confronto per il quale la vendita di un calciatore ha prodotto ricavi e quella della ricerca no.) Fare certi paragoni è come confrontare pere e babbuini.
9. Ricordo che ci sono stati degli imbecilli, su alcune pagine facebook, che postarono sciocchezze sulla ricerca di acqua su Marte. Magari adesso gli stessi posteranno il post sulla ricerca scientifica. Non so se è così perché per fortuna non ho amici del genere. Su fb o fuori.
10. Ad andare a spulciare le spese annue per il funzionamento delle Regioni, delle Province, di molte amministrazioni pubbliche inutili o quelle per le pensioni retributive e così via, quante volte ci troveremmo di fronte a spese superiori a quelle per la ricerca. Su 800 miliardi di spesa pubblica, di cui una minima parte in ricerca e una larga parte improduttiva, hai voglia a trovare!
11. Guardate le statistiche Istat del fatturato per settori industriali e troverete che “la spesa in mobili o telefonini o apparecchi elettromedicali o…è stata superiore a quella della ricerca scientifica.” Applicate il senso del post al vostro lavoro o al vostro settore di attività e ditevi: “Se la spesa nel 2016 per i lavoratori del mio settore o la spesa nel 2016 per gli acquisti nel mio settore sono state superiori a quella della ricerca, ciò significa che non c’è stato progresso.” No. Ciò non significa un cazzo! A meno che non siate disposti a regalare i vostri stipendi netti o i vostri fatturati nemmeno alla ricerca, ma allo stato affinché glieli destini lui.
12. Non si capisce, poi, perché siano i calciatori a scandalizzare e non, che so, i cantanti o i registi, soprattutto se hanno talento. Non si capisce perché non vi scandalizzi la spesa pubblica data ad artisti o a enti “artistici” o “culturali” che hanno la sola funzione di stipendifici.
13. Controllo dei prezzi = male. Stato etico, che sembrate desiderare = orrore.
14. Non esistono prezzi di mercato giusti o sbagliati. Esistono prezzi distorsivi e li fissano le autorità.
15. Non esistono guadagni giusti o ingiusti se derivano da criteri di mercato. Non ha senso parlare di persone che guadagnano troppo o troppo poco, in assoluto. La torta non è fissa: quel che prende uno, sul mercato, non lo ruba a nessun altro. I guadagni ingiusti sono quelli che derivano da rendite assicurate da barriere all’entrata e protezioni e discriminazioni politiche o che sono svincolati da produttività e merito. Il quale merito deve valutarlo chi contratta il prezzo e non soggetti terzi, siano essi sindacati, politici o cittadini vari.

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